Splendora di Alessia Bronico
Voce alle Donne
recensione di Emma Fenu
Splendora è un romanzo di Alessia Bronico edito da Francesco Brioschi nel 2022.
Di cosa tratta Splendora?
Questa storia ci porta in un posto bellissimo, il borgo ducale Regina delle Colline, dove Maya, la Mayella, giunse dalla Frigia per curare con erbe magiche suo figlio Hermete, ferito in battaglia, ma, sui monti innevati non potè trovare il farmacon.
Fra il gelo, pianse freddo e bianco il suo diletto, deponendolo sotto la terra del Gran Sasso, la migliore sepoltura per un gigante che sembra dormiente, ma il dolore la pietrificò e fu ed è la Grande Madre. Per sempre.
Nelle giornate limpide, dalle finestre del borgo si scorge il mare; in quelle di nebbia tutto si avvolge di tulle bianco, e la chiamano la sposa, questa nebbia che s agita il velo e la gonna da regina, perché ognuno in paese ha un soprannome che ne definisce l’identità, a volte in modo erroneo.
Dora viene chiamata Splendora per il suo sorriso aperto e gioioso, ma certo non è lo splendere a cui viene educata, ma a essere invisibile, a non disturbare, a non chiedere, a non esprimere desideri e opinioni, a non essere d’intralcio al padre violento e alla madre vittima, ma non troppo sottomessa, al nonno orco, ai compagni di scuola che la irridono, al datore di lavoro che la sfrutta e la insulta.
E la vita della bambina, poi adolescente, poi donna ci viene descritta con capitoli che giocano con i salti temporali: cambiano i vestiti, il corpo si allunga, il lavoro da cameriera si fa più pesante, ma Dora è sempre la stessa, con l’attesa dell’incontro magico con l’upupa, portatrice di luce, profezia e saggezza in un mondo che non cambia.
In minuti, giorni, anni che si ripetono nelle parole a kei rivolte, per lo più ordini, e che definiscono e concludono Dora nel silenzio, nell’assenza di desiderio, nella paura del desiderio, abbandonata dall’amore di un padre e di una madre e di una società intera che finge di non vedere, di non sentire.
Non puoi splendere se non hai mai avuto il fuoco fra le mani. Ma puoi illuminarti di lucciole e parole.
E, dunque, splendi davvero, Dora. Oltre il dolore ingiusto che si abbatte e tu che non strepiti, che non disturbi nemmeno quando urla e lacrime ti percorrono le viscere, tu no. Tu porti la dignità del silenzio delle montagne, ti potresti fare sasso e forse allora ti vedrebbero.
Ma la vita ci soprende. Dora diventa davvero Splendora: è tempo di luce, di speranza, di un nome vero che nessuno osi mutare.
Perchè leggere Splendora?
Perchè ha uno stile scarno e doloroso, perchè i dialoghi, intervallati dai sci, sono ruvidi, crudeli, brevi, senza storia, risposta, soluzione.
Accettazione, resilienza sono pretesi, ma il perdono no: non c’è da perdonare ciò che è così perchè è sempre stato e non verrai tu a dettar legge, ad avere voce, a cambiare gli equilibri distorti.
A spostare i monti, i monumenti, le case, le tombe.
Tutto ha un posto e lo hanno anche le persone, le une dopo le altre: i vivi rimpiazzano i morti e la scena continua.
Ma non sarà così per Splendora. Per qualcuna che davvero avrà la possibilità di scegliere e di inebriarsi della luce dell’amore.
Link d’acquisto
https://www.brioschieditore.it/catalogo-libri/splendora.aspx
Sinossi
Dalla Regina delle Colline, borgo ducale protetto dal Gran Sasso e dalla Majella, nelle giornate limpide è possibile scorgere il mare.
Qui, ogni febbraio fa ritorno l’upupa, uccello regale che anticipa la primavera.
Ed è qui che Dora – i capelli rossi, le gambe sottili e un grande sorriso – vive con i suoi genitori. Bambina solitaria e silenziosa, Dora non sa chiedere, piangere, recriminare.
La famiglia è infatti sorda ai suoi bisogni: una madre piegata dalla vita che cerca distrazione in incontri adulteri e riversa sulla figlia rabbia e frustrazione.
Un padre rozzo e disattento.
Una nonna ruvida, grossolana, ancorata a costumi che il tempo ha in parte ridimensionato, proprio come l’orto oltre il quale il suo sguardo non riesce ad andare.
Un nonno burbero, cui la bambina viene affidata in pomeriggi interminabili, cadenzati da merende ripugnanti e momenti bui.
Oltre al volo salvifico dell’upupa, atteso ogni anno, è l’amica Ida, nobile di origine e incline alla trasgressione, la sola luce nel mondo di Dora.
L’infanzia è breve e l’ingresso nella vita adulta repentino. Solo col tempo Dora riuscirà a lasciarsi andare al sentimento e alla cura dell’altro e, nonostante nuovi lutti e sventure, a trovare il coraggio per accogliere dentro di sé la vita e l’amore.
Titolo: Splendora
Autore: Alessia Bronico
Editore: Francesco Brioschi







