I Greenwood di Michael Christie
Voce alle Donne
recensione di Emma Fenu

I Greenwood è un romanzo di Michael Christie edito da Marsilio nel 2022.
Di cosa tratta I Greenwood?
Devo fare una scelta: o raccontarvi per sommi capi un periodo che va dai primi dello scorso secolo fino al 2.038, in un contesto distopico molto verosimile, oppure portavi nel cuore di una storia a cerchi concentrici come quelli di un tronco d’albero dove la famiglia non è l’aprirsi dei rami che, uniti dalle stesse radici, ci danno la nostra genealogia, ossia il nostro legame di sangue, ma è una foresta di individui.
Individui legati da fiotti di latte di seni, di sangue e di lacrime, che tessono segreti, bugie, ricordi tramandati e modificati affinché ognuno si riconosca parte dell’albero, dimenticando che è la foresta che conta: non importa chi ti ha generato, importa che tu sei, che sei figlio di parole, di avventure, di crolli, di depressioni e di avizzimenti, ma sei ancora qui, a crederci, a sperare, a riprodurti in idee, sogni, figli e storie.
Dunque, sembrerebbe che I Grenwood sia una sorta di atipica saga familiare legata allo sfruttamento ambientale e climatico e ambientata in un’isola del Canada dove, a causa di un mancato rispetto del pianeta, è rimasta una sola foresta appanaggio dei ricchi vacanzieri provenienti da tutto il momdo, mentre il resto della popolazione, soprattutto i bambini, sono investiti dalla grande polvere e patiscono per la tosse spaccacostole.
Sembrerebbe ed è, ma non solo: è anche un romanzo storico avvincente che scardina il concetto stereotipato di consanguineità allargando il cerchio alla razza umana, alla foresta appunto, dove tutti siamo fratelli dello stesso grembo per destino e a volte finiamo per costruirci un’identità che sia accettata dalla società ma non sempre risponde a chi abbiamo scelto di amare, a chi abbiamo dovuto amare, a chi abbiamo provato ad amare, a chi abbiamo amato e basta perchè era nostro.
Nostro perchè della stessa linfa, figlio della terra, del polline disperso nel vento, del seme, quello soltanto, che attechisce nonostante tutto.
Perchè leggere I Greenwood?
Perché I Greenwood è un libro bellissimo, originale, sorprendente, commovente, spiazzante.
Perchè in un intreccio di vicende e personaggi molteplici non si perde il filo e io, a lettura finita, li ricordo tutti, e ne ricordo il colore degli occhi, la curva del sorriso, la storia spesso ingrata, le case di legno, gli alberi che c’erano o no.
E fa una bella differenza la presenza o l’assenza di questi ultimi: perchè una notte puoi tentate di salvare un neonato appendendolo, infagottato, a un ramo.
Sarà accudito, sbranato o congelerà? E da dove viene?
Viene dalla foresta, ricordiamolo. Viene da molteplici stirpi e forse dallo stesso seme lanciato nel cosmo di cui tu sei progenie.
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Sinossi
Jacinda “Jake” Greenwood lavora come guida naturalistica e accompagna ricchi turisti appassionati di ecologia a visitare le rigogliose foreste di un’isola della British Columbia, che curiosamente – una coincidenza? – porta il suo nome.
Senza radici e senza una famiglia alle spalle, un giorno Jake entra in possesso del diario della nonna, un aiuto inatteso che le permette di ricostruire il suo passato.
Come se percorresse la circonferenza di un albero secolare, un cerchio dopo l’altro, è finalmente in grado di attraversare il tempo che è stato, gli anni che si sono accumulati come fa il legno: strato su strato.
Leggendo quelle pagine, Jake si rende conto che anche la sua esistenza poggia su strati invisibili, racchiusi nelle vite di quelli che l’hanno preceduta, nella serie di crimini e miracoli, casualità e scelte che ha portato a lei: ogni strato è la conseguenza di un altro, così come ogni successo e ogni disastro vengono conservati per sempre.
Ripercorrendo a ritroso il Novecento, scoprirà che quello che unisce tutti i membri della dinastia dei Greenwood sin dal lontano 1908 – quando la stirpe mise radici in seguito allo scontro frontale tra due treni – è proprio il bosco.
Con il loro pulsare silenzioso, gli alberi offrono rifugio, ma custodiscono anche delitti, decisioni estreme, rinunce ed errori. Imponente, trascinante e strutturato come gli anelli concentrici di un tronco, I Greenwood mette in scena l’intreccio di menzogne, omissioni e mezze verità che segna le origini di ogni famiglia, un groviglio di segreti e tradimenti che ricade su quattro generazioni unite nel destino delle foreste del Canada.






