STORIE DI VITE DIVERSE – di Bette Howland

Recensione di Veronica Sicari

STORIE VITE DIVERSE

Storie di vite diverse è una raccolta di racconti di Bette Howland, edito da Società Editrice Milanese nel 2022.

Bette Howland è una scrittrice statunitense attiva negli anni ’70, scomparsa nel 2017, dopo un lungo periodo di demenza, malattia che la colse in giovane età.

La sua opera è stata riscoperta di recente, per quello che ben può essere definito un caso fortunato. Un suo libro di memorie, W-3, viene ritrovato accidentalmente, nel 2015, in una libreria di testi usati in saldo dalla direttrice di A Public Space, Brigid Hughes.
Grazie all’attenzione di Hughes, attratta da tutte le opere pubblicate nella breve carriera di Howland, l’intero ciclo di opere di questa scrittrice è emerso dall’oblio nel quale era stato gettato.

Di cosa tratta Storie di vite diverse?

I racconti che compongono Storie di vite diverse non sono caratterizzati dall’entusiasmo tipico del “sogno americano”: i protagonisti di Howland, abitanti dei sobborghi e delle di periferie di Chicago, sono personaggi disillusi, che vivono affrontando le proprie tragedie personali.

Nessun atto di eroismo, nessun accadimento epico. Solo vita, semplice, disperata come solo quella reale sa essere.
Il racconto che apre l’opera, Una visita, ci dà una descrizione piuttosto dettagliata di quella che era la poetica di Howland e la sua capacità di descrivere la realtà: dall’iperealismo delle scene, si sprofonda in una dimensione quasi onirica, velata da un senso di claustrofobia.
Nei romanzi della silloge anche il surreale acquista la dimensione della carne.

Le donne e gli uomini di cui Howland narra nei suoi racconti sono persone comuni: hanno in qualche modo creduto all’illusione del colpo di fortuna, finendo per schiantarsi contro la realtà.

Tratto caratteristico delle storie è la solitudine: i singoli personaggi vivono una condizione di abbandono, che appare tuttavia come una precisa scelta di indipendenza, quasi che a vivere ai margini del caos della quotidianità si sia in grado di comprendere in maniera più autentica la realtà.

“So che il male è una grande preoccupazione della nostra vita in città. Sono abituata a conversazioni come questa, sono assolutamente consapevole di essere una donna sola. Ma mi ha sorpreso scoprire che in campagna è lo stesso, che la gente parla di crimine, che è preoccupata dal crimine, e da tutto ciò che ne consegue.

La paura e la violenza sono gli effetti collaterali della nostra vita moderna. Le persone sentono che questa vita le invade, chiudendosi su di loro”. (dal racconto In campagna)

Perchè leggere Storie di vite diverse?

Benché pervasi da un forte senso di disillusione, Le storie di vite diverse di Howland sono anche attraversati da una sottile vena ironica, che smorza la tensione narrativa delle varie scene descritte.
Torna spesso, quale tema, la nostalgia dell’infanzia e del rapporto con i propri genitori: quello delle origini e delle incomprensioni familiari è certamente tema ricorrente, un tratto tra l’altro autobiografico.

L’autrice fu una madre divorziata e single, rifiutata dalla propria cerchia familiare per le scelte compiute.
Ecco dunque che la scelta di dar voce agli ultimi, agli outsider, ai dimenticati delle periferie, non tanto cittadine, ma della stessa anima ciò che meglio conosce, assume una valenza diversa, a tratti – forse – terapeutica.
Bette Howland finirà per perdersi, troppo presto, troppo in fretta, dentro il vortice della sua stessa coscienza, annegata nell’oblio di una demenza precocemente emersa, che ci ha di fatto privato dichissà quante altre importanti e profonde opere.

Riscoprire ciò che ci è rimasto, rileggere le sue pagine e tributargli il luogo che meritano nel pantheon della letteratura americana è l’unico modo concessoci per onorare la memoria di un’artista che avrebbe meritato maggior considerazione.

“La parola sembrava un anfibio primordiale che si trascinava su da un mare vorticoso e annaspava in direzione della sabbia. Parola ignorante, sciocca, tronfia, che conteneva tutto quel dolore e bisogno dei vivi. E sentiva che quella parola aveva un ulteriore significato che non era al di là della sua comprensione, una responsabilità che desiderava assumersi, una connessione che cercava di stabilire.

Si è alzato e ha premuto tra loro le mani, si è tolto con decisione gli occhiali e li ha posati sul cassettone, sulla fotografia. I volti giovani e sorridenti si sono dilatati dentro la foto. Ha fissato i volti sfocati e granulosi, il suo tra di loro, era lì. Ha afferrato gli occhiali, li ha portati agli occhi, i pollici poggiati sulle tempie, e ha chinato la testa sulla faccia che continuava a guardare, quasi sorridendo, sugli occhi che continuavano a socchiudersi alla luce indebolita del sole”.

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Sinossi

Storie di vite diverse riporta nel canone letterario una scrittrice straordinariamente dotata, che è stata riconosciuta come un grande talento prima di scomparire dalla scena pubblica per decenni, a causa anche di una forma di demenza da cui è stata colpita troppo presto.

Bette Howland era un’intellettuale outsider di un quartiere operaio di Chicago; una madre divorziata e single, rifiutata dalla famiglia; un’artista ferita dalla povertà e dal desiderio di perfezione. Ognuno di questi aspetti gioca un ruolo centrale nel suo lavoro.

Esaminando le emozioni più profonde dell’animo umano, Howland racconta le tensioni della sua generazione, le lacerazioni di un’esistenza difficile, i paradossi del vivere, con un’ironia pungente e acuta.

Storie di vite diverse presenta ai lettori una osservatrice brillante e una scrittrice di grande empatia, dall’umorismo sottile e gioioso. Un’artista a lungo trascurata, incisiva e particolarissima, riscoperta dalla direttrice della rivista A Public Space su un banchetto dove si ammucchiavano libri diversi al prezzo di un dollaro.

Titolo: Storie di vite diverse
Autore: Bette Howland
Edizione: Società Editrice MIlanese, 2022