Incontri Bilanciati: Intervista a Christina B. Assouad
a cura di Cristina Casillo
Christina B. Assouad è una mia vecchia conoscenza.
Alcuni anni fa scrivevo per un’associazione culturale tutta al femminile, che ora non esiste più. Il polo dell’Emilia Romagna e quello delle Marche, da lei coordinato, erano tra i più attivi.
Da ottimista e sognatrice ho faticato ad accettare lo scioglimento. Mi confrontavo con alcune associate, ed emergevano alcune considerazioni: le cose belle non durano tanto, le cooperazioni tra donne si rivelano spesso fallimentari.
Ho il piacere di intervistare per Cultura al Femminile, Christina B. Assouad alla quale rivolgo, senza indugiare, la prima domanda forse scomoda.
Buongiorno Christina, benvenuta.
Anche tu pensi che sia complicata la collaborazione tra donne? Quali sono gli ingredienti giusti e indispensabili per un buon funzionamento di un’associazione culturale?
Ciao Cristina e che bello ritrovarti anche qui! Grazie per questa intervista in cui mi dai l’opportunità di raccontare un po’ di me e della mia attività nell’ambito della scrittura. Nella mia esperienza personale, mi sono sempre trovata bene a collaborare con le donne. Posso tranquillamente dire che le esperienze lavorative di maggior successo le porto ancora avanti con delle preziose colleghe e amiche.
Un esempio può essere la rassegna di incontri culturali al femminile: “Non solo rosa, donne protagoniste” che quest’anno ha raggiunto la sua sesta edizione.
Per quanto riguarda il mondo delle associazioni credo che il loro funzionamento dipenda da più fattori: il tempo che ogni componente mette a disposizione, la puntualità nel portare a termine gli obiettivi prefissati, il saper lavorare in gruppo condividendo abilità e fragilità, il divertirsi nel mettersi in gioco ed essere consapevoli che, per crescere e durare, un’associazione necessita del contributo di tutti i suoi membri.
Credo che quest’ultimo sia uno dei punti più critici. Molte associazioni a mio avviso, più che per questioni di genere, si fermano proprio quando la mole di lavoro (che è pur sempre volontariato) ricade sulle spalle dei pochi soci attivi.
Sei insegnante di corsi di scrittura creativa. Cosa ne pensi dello scambio di idee tra chi come te è una scrittrice affermata e chi invece si impegna con la speranza di poterlo diventare? Lo trovi costruttivo?
Grazie per avermi definito “scrittrice affermata”, in realtà sono un’autrice che negli anni, grazie a una grande dose di passione e molta costanza, è riuscita a portare le proprie storie alle lettrici e ai lettori che si divertono a leggere i miei romanzi.
Lo “scambio di idee” è un concetto sul quale baso tutta la mia attività e anche il mio approccio al quotidiano. Durante i miei corsi di scrittura tengo sempre a precisare che, nella narrativa, non esistono idee giuste o idee sbagliate, idee belle o idee brutte.
Ogni input che riceviamo dall’ambiente o dalle persone con cui ci troviamo a lavorare è una scintilla preziosa che ci aiuta a dare la luce migliore al nostro progetto letterario.
Tra le persone che ci circondano c’è sempre qualcuno più esperto di noi in una determinata materia e noi stessi possiamo ritrovarci ad avere più nozioni degli altri in una disciplina. Interagire con chi condivide la nostra stessa passione per la lettura e la scrittura è un ottimo espediente per crescere e trovare la forma più adatta alla nostra idea di racconto o di romanzo.
Parliamo di Incontri Bilanciati. Cominciamo dalla copertina che è sempre il biglietto da visita. Il personaggio raffigurato è una giovane donna sopra un’altalena intenta a dondolarsi tra due parti ben distinte, separate ma complementari come ad esempio il presente e il passato.
Il titolo fa pensare a una bilancia e al peso distribuito in modo equo, mentre l’altalena pur sostenendo, offre una sensazione di leggerezza. Pensi che il punto di vista con cui si affrontano le situazioni della vita, sia fondamentale? Quale messaggio hai voluto dare al lettore?
L’altalena è un mezzo divertente sul quale salire, sentire il vento soffiarci sulle guance e intuire che l’equilibrio è un punto in movimento, qualcosa che dobbiamo sempre cercare tra passato e presente, tra legami consolidati e nuovi incontri, tra le aspettative che abbiamo su noi stessi e i successi che abbiamo ottenuto e di cui troppo spesso ci dimentichiamo.
Valentina Colella, la protagonista del mio romanzo, si trova all’improvviso a fare i conti con un dolore che pensava aver messo da parte per sempre. Ma sappiamo che le questioni non risolte, prima o poi, ritornano e spesso lo fanno con una forza maggiore, sfacciata e irriverente.
Con Incontri bilanciati, ho voluto raccontare di quanto gli incontri con gli altri non siano fin da subito “ben bilanciati”, ma ogni incontro può rivelarsi l’altalena giusta sulla quale salire e vedere il mondo da un punto di vista diverso in grado di stupirci e regalarci prospettive inaspettate.
Epigrafe:
I fiori selvatici, per quanto appaiano fragili, piccoli e delicati, non lo sono affatto. Sono resistenti, riescono a sopportare pioggia e vento. Anche noi, allo stesso modo, non lasciamoci piegare dalle avversità e diciamo: “Qualsiasi cosa accada, non mi arrenderò mai!”. Daisaku Ikeda
Nel romanzo Incontri bilanciati racconti la storia di Valentina Colella, una bravissima nutrizionista molto attenta anche ai profili psicologici dei pazienti. Ti sei documentata? Quali sono state le tue fonti?
Dedico molto tempo alla fase di ricerca prima di iniziare a scrivere. Pur non essendo un manuale di nutrizione (nessun lettore dimagrirà o ingrasserà leggendo questo libro) avevo la necessità di far parlare e agire la protagonista in maniera coerente alla sua professione, quella appunto di nutrizionista.
Per documentarmi ho incontrato professionisti del settore, ho letto riviste e blog scientifici che trattano l’argomento. Nel romanzo è presente solo una piccola percentuale di queste informazioni, il resto del racconto è infatti pervaso dalla trama e dal percorso emotivo e umano dei vari personaggi.
Senza fare spoiler, Incontri bilanciati offre una narrazione di tipo circolare nella quale si percepisce che l’inizio verrà ripreso alla fine. Il lettore è costantemente coinvolto tra curiosità ed empatia immediata, grazie a personaggi che si alternano con storie e aneddoti brillanti, facendo riflettere sul rapporto tra cibo ed emozioni.
Sono tutti inventati o qualcuno è apparso nella tua quotidianità ispirandoti?
Il romanzo inizia al presente per poi proseguire con un lungo flashback che racconta le vicende della protagonista a partire da tre mesi prima di quello che si rivelerà essere il più importante incontro della sua vita.
I personaggi sono tutti di fantasia, magari qualcuno è un patchwork di caratteristiche di persone realmente esistenti, ma posso dire che nessun amico, parente o conoscente è finito tra i capitoli di Incontri bilanciati. Lettrici e lettori, siate tranquilli!
“ L’amore è quel velo di colla invisibile che lega le persone al nostro cuore, per sempre.
Eppure non dissi niente perché mi sentivo incapace di spiegarmi quante situazioni ingiustamente venissero definite con la parola “amore”.Perché spesso succedeva che amare fosse più facile che sentirsi amati e che neanche essere figlia fosse sufficiente a convincersi di meritare l’amore di un genitore.”
Progetti futuri? Sono più improntati alla didattica o a un lavoro personale?
I corsi di scrittura narrativa e la scrittura di nuove storie sono entrambi aspetti del mio lavoro quotidiano. Credo che in un certo senso siano collegati tra loro.
Tra gli iscritti alle mie lezioni avverto la necessità di raccontare una storia, di trasformare una semplice idea in una trama ben strutturata e io cerco di fornire loro tutti gli strumenti necessari affinché riescano non solo a cominciare a scrivere, ma anche a portare a termine il proprio progetto letterario. È un po’ la stessa cosa che faccio con me ogni volta che inizio a lavorare su un nuovo manoscritto.
Come in tutti i mestieri, la formazione, la costanza e l’impegno quotidiano sono ottimi ingredienti per poter poi scrivere la parola fine al termine del proprio romanzo. Che poi la parola “fine” prelude sempre a un nuovo inizio.
Ringrazio Christina B. Assouad per il tempo dedicato e concludo con una citazione divertente: il dialogo tra la dottoressa Valentina Colella e un paziente molto particolare.
-Sono una nutrizionista, non vedo cosa posso fare per il suo tatuaggio.
-Deve aiutarmi a riportarlo alle sue dimensioni originali.
-In che senso?
-Me lo deve far dimagrire.
“Come fare dimagrire un tatuaggio”.
Sarebbe potuto essere l’argomento di discussione per un convegno sulle nuove frontiere in campo estetico-alimentare.
Consiglio con piacere la lettura di Incontri Bilanciati. La protagonista e i personaggi che le ruotano attorno, coinvolgono il lettore in un arcobaleno fatto di ottimismo, sensibilità e attenzione per il prossimo, valori spesso dimenticati.
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Sinossi
Valentina Colella è una biologa nutrizionista alle prime armi.
Il suo desiderio è quello di aiutare gli altri a ritrovare il giusto equilibrio nella vita. Le sue giornate si dividono tra visite ai pazienti, una relazione da preparare per il convegno “Nutrire il corpo per guarire la mente” e la vita privata con Andrea, botanico con un’eccessiva passione per le piante grasse.
Tutto sembra procedere per il meglio fino al giorno in cui la parte più buia del passato di Valentina, irrompe con prepotenza nel presente, facendole vacillare le certezze che nel tempo era riuscita a costruirsi.
Sarà grazie ai suoi pazienti, spinti a chiederle aiuto da un girovita – e da una vita – difficile da gestire, che senza accorgersene salirà sulla bilancia dell’esistenza, quella in grado di misurare il peso dei desideri e delle mancanze, di ciò che è necessario lasciar andare e di quello che invece merita una seconda possibilità.







