Sguardo a Oriente di Dacia Maraini

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Recensione di Gianna Ferro

Sguardo a Oriente

Sguardo a Oriente di Dacia Maraini,  a cura di Michelangelo La Luna, è una raccolta di resoconti di viaggio, edito da Marlin nel 2022.

Sono ricordi, racconti e riflessioni che l’autrice ha scritto per le maggiori testate giornalistiche italiane. Articoli riveduti, cambiati e sistemati organicamente.

Lo Sguardo a Oriente di Dacia Maraini ci porta nell’esotico continente asiatico, in cui di esotico c’è solo l’immagine, dal vocabolario “sentimento che tende a esaltare forme e usanze di Paesi lontani”, ma una definizione che può cambiare a seconda dei punti di vista. Un libro dolce e amaro allo stesso tempo, il dolce dei paesaggi del Sol Levante e l’amaro di storie crude, trattate sempre con delicata attenzione.

Di cosa tratta Sguardo a Oriente?

La scrittrice e giornalista in maniera forte, decisa e consapevole mette in luce, anche in forma di denuncia, la condizione umana e identitaria della donna, dei bambini, dei regimi totalitari, dei crimini di guerra e di tutte quelle persone che non hanno avuto voce.

Gli articoli di questo libro e le conseguenti riflessioni della Maraini sono un atto di coraggio, di testimonianza dei diritti civili negati in paesi straordinariamente belli, ma in cui la libertà di pensiero viene punita anche con la morte.

È giusto che soprusi, violenze e discriminazioni vengano conosciute da chi non sa e da chi sa e fa finta di non sapere.

Il legame con l’Oriente ha radici profonde.

Dacia Maraini aveva solo due anni quando papà Fosco, scrittore e antropologo, per allontanarsi dall’Italia fascista chiese di essere trasferito con la famiglia in Giappone, dove vissero dal 1938 al 1947 e dove nacquero le due sorelle di Dacia. Ma nel 1943 non volendo riconoscere la Repubblica di Salò, i Maraini furono internati nel campo di Tempaku, a Nagoya.

“Il mio rapporto col cibo è stato condizionato dai due anni di campo di concentramento in Giappone, durante l’ultima guerra. Ero una bambina ma la mia memoria ne è stata marcata a fuoco per sempre. […]Ho ancora negli occhi le bombe che si disegnavano sul cielo terso in una mattina nitida di agosto, nel campo di concentramento per antifascisti di Tempaku […]”

In Giappone la Maraini è ritornata tante volte per presentare i suoi libri.

Durante il suo soggiorno ha avuto l’opportunità di conoscere scrittrici giapponesi, con  l’intento di diffondere i loro libri presso le case editrici italiane, anche se sono sempre  meno i libri tradotti scritti da donne.

 Afghanistan, Birmania, battezzata dai militari col nome di Myanmar, Cina, Corea del Nord e Corea del Sud, Manila nelle Filippine, Giappone, Calcutta in India, Iran, Israele, Kurdistan, Pakistan, Palestina, Palestina, Siria, Indonesia, Malesia, Vietnam, Tibet, Turchia, Yemen: ecco l’Oriente che Dacia Maraini descrive e analizza con grande lirismo, con acutezza, spesso pungente, con rabbia e infinita tristezza.

Mai rassegnata, combattiva e propositiva verso un mondo straordinario che merita di essere scoperto per i suoi paesaggi, per i suoi costumi, per la bellezza dei visi di donne meravigliose e per la dolcezza dei bambini.

“[…]il silenzio sta dentro le orecchie di chi non vuole ascoltare. Il silenzio sta anche nelle redazioni dei giornali che regolarmente hanno sottovalutato o rifiutato le proteste, numerosissime, presentate in forma di articolo, di appello, di denuncia o di racconto.[…]”

Perché leggere Sguardo a Oriente?

Perché è un libro immenso che non racconta solo cronaca, ma va oltre.

È una tempesta di ricordi, che grondano di storia passata e attuale, di tragedie ancora in atto, di protesta, di riflessioni puntuali mai polemiche.

L’Oriente della Maraini è donna, è bambino.

È la donna afghana che mette il velo non per scelta, ma perché costretta da una legge prevaricatrice; bambini che vengono indottrinati da fanatismo religioso, ignari di tutto. Il mondo Occidentale, pur condannando le guerre, resta cieco e muto.

“[…] La storia insegna che quando un gruppo sociale, una oligarchia religiosa o militare, prende il potere, cerca di fissare due egemonie importantissime: una sulla morte e una sulla vita.[…]  Il controllo sulla vita riguarda il ventre delle donne.[…]”

L’Oriente è sui corpi di giovani monaci birmani, calpestati dai carri armati dell’esercito, solo perché chiedevano libere elezioni, libertà di parola e di religione.

È nel mercato dei corpi dei bambini di Manila: sfruttati, stuprati, seviziati, venduti.

Bambini cresciuti per strada, o peggio ancora rinchiusi in prigioni fatiscenti lasciati lì a morire. I Medici Senza Frontiere sono riusciti con  alcuni di questi ragazzi a trasformarli in educatori, salvandoli da un destino segnato.

L’Oriente è una ragazza indiana che su un autobus a New Delhi viene stuprata da sei giovani davanti al fidanzato, legato e ridotto al silenzio a furia di pugni e calci. La ragazza, buttata giù dall’autobus, morirà. La violenza è in crescita, lo stupro è una ferita aperta.

L’Oriente ricorda che per amore della libertà due giovani iraniane, una studentessa diciannovenne, Puoran Najafi, e una infermiera di ventiquattro, Hengameh Hajhassan hanno pagato una con la vita, l’altra con le torture, di cui porta ancora i segni.

Tutto questo grazie al potere ingannevole di Khomeini che sembrava volesse liberare il paese in nome di Allah.

“[…] Uno Stato che governa in nome di Dio è molto più cieco e spudorato di uno Stato che governa in nome di un re o di un regime militare.[…] “

Ayse Deniz Karacagil, ventiquattro anni è morta sul fronte di Raqqa per difendere il  popolo curdo, per un’ idea di libertà e di vita. Amava la vita e voleva salvare la sua gente dalle persecuzioni. Come l’omicidio di Benazir Bhutto, il cui essere donna ha sicuramente esasperato l’intolleranza, ma solo un fanatismo religioso può compiere atti di tale portata.

Questo è l’Oriente.

“[…] Le religioni, che dovrebbero diffondere la pace, quando diventano fanatiche e intolleranti, perdono ogni rapporto col sentimento comune e tendono a sfasciare il mondo pur di affermarsi.[…]”

Ma l’Oriente che racconta Dacia Maraini è il suo caro Giappone, ripercorrendo i ricordi di bambina; l’affascinante e contraddittorio mondo cinese, con le sue tradizioni e le rigide direttive maoiste; è il sorriso dei bambini nell’inferno di Aleppo; le scalatrici delle maestose montagne tibetane, che costituiscono per le donne di tutto il mondo un grande esempio di indipendenza; donne turche che studiano, lavorano, scrivono come forma di resistenza alle armi e alla morte.

È anche la visita nello Yemen con due grandi scrittori: Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia.

Sguardo a Oriente non è solo un resoconto di viaggio, ma anche di scritti biografici, di citazioni, di brani tratti dai libri della stessa scrittrice.

È uno Sguardo che tutti dovremmo dare, l’Oriente è la nostra storia, non si può negare il passato, né continuare a tacere il presente.

Questo libro è un viaggio di immagini scritte, dipinte in bianco e nero con leggere e delicate sfumature di colore.

“ […] mi sono chiesta se lo scrivere non sia proprio questo: mettere in bocca al lettore dei profumi, dei sapori, degli odori vecchi e nuovi che gli comunichino il gusto della vita sensibile, il gusto di una quieta vita quotidiana fatta di piccole cose importanti contro la violenza e la volgarità di una guerra di odio universale.”

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Sinossi

“Sguardo a Oriente” è una raccolta di reportage, ricordi e racconti di Dacia Maraini su Afghanistan, Cina, Corea, Giappone, India, Iran, Palestina, Pakistan, Siria, Tibet, Turchia, Vietnam, Yemen…

Sono testi in cui si sente il ritmo narrativo della grande scrittrice che, come la nonna Yoï, il padre Fosco e la madre Topazia, ama viaggiare e raccontare le vicende e i personaggi di posti lontani.

Paesi come il “Caro Giappone” di cui ricorda il periodo di internamento a Nagoya dal 1943 al 1945, le vittime della bomba atomica, i morti per il “superlavoro”, l’emancipazione femminile e il fascino del teatro Nō.

Il libro parla anche di alcune nazioni che l’autrice ha visitato con Maria Callas, Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini: dalla Cina, pronta a fare “l’ultima pedalata verso il capitalismo”, allo Yemen, afflitto dalla guerra e dalle carestie, e all’India, dove sono in crescita episodi di stupro e di femminicidio.

Un’attenzione particolare è riservata a problematiche attuali come la guerra civile in Siria e la coraggiosa protesta delle donne afghane contro le restrizioni imposte dal regime talebano.

Titolo: Sguardo a Oriente
Autore: Dacia Maraini
Edizioni: Marlin edizioni, 2022