Amor proprio – di Lucrezia Bottiglieri
recensione di Emma Fenu
Amor proprio è un romanzo di Lucrezia Bottiglieri edito da Pessime Idee nel 2020.
Di cosa tratta Amor proprio?
Amelia ha due anni quando il padre scompare lasciando lei e la madre per andare in cerca, sottolinea con sarcarsmo e dolore la protagonista, “del proprio bambino interiore”.
Gli anni passano, Amelia diventa una giovane donna pronta per trasferirsi da Roma a MIlano con il suo futuro marito, Filippo e di iniziare a cercare lavoro nel campo dell’editoria.
Giovane, innamorata e ricambiata, con un futruro che sembra radioso, Amelia dimostra e ha dimostrato un’indole buona, un carattere dolce e empatico, ma anche grande senso di responsabilità, caparbietà e equilibrio.
Insomma, sembra che nulla possa turbare la sua felicità nell’ingresso della casa coniugale a sole cinque settimane dal matrimonio.
Eppure un pacco arriva e non è un servizio di piatti. In un certo senso, è una bomba.
Sepolta da centinaia di cubetti di polistirolo, emerge una lettera: il padre di Amelia si fa vivo fra le righe senza esprimere pentimento o ricerca di perdono.
Afferma di essere una persona che vive di sogni, che si sente morire nella routine e che anche ora, a sessantanni, non è cambiato nello spirito, nella curiosità di conoscere senza preoccuparsi di costruirsi una comfort zone.
Alla lettera è allegato un biglietto di sola andata per Parigi.
La madre e il fidanzato la spronano a scegliere con serenità, consapevoli che Amelia si porta dentro un forte trauma dell’abbandono che la spinge ad antepporre gli altri a se stessa, al proprio bene, perché ha elaborato un falso e pesante senso di colpa per elaborare il lutto di un padre assente senza un motivo.
Amelie partirà, ma non è il padre che incontrerà: si troverà al centro di una caccia al tesoro per il mondo, a vivere esperienze in pochi giorni che riassumono la vita del padre, affinchè, come lui continua a scriverle, possa capire il senso del vivere senza costrizioni, stereotipi, falsi ideali.
Cosa farà Amelia? Si scoprirà come il padre e abbandonerà tutto per amor proprio?
Lo scoprirete nel corso della lettura del romanzo.
Perché leggere Amor Proprio?
Amor proprio è un libro lungo, articolato, in cui il lettore viene messo a conoscenza di descrizioni di luoghi, oggetti, persone, e di telefonate, scambi di parole, pensieri personali, dubbi, dialoghi fra sconosciuti. Eppure, lo stile fresco, la narrazione accattivante, la semplicità e profondità delle parole usate rendono quanto citato davvero una carattetistica perdonabile o addirittura un pregio per gli amanti di tale procedimento narrativo.
Personalmente ho molto apprezzato lo spessore psicologico di un romanzo che definerei di formazione e che non crea nè salvatori nè mostri, non edulcora e non giudica, riesce a essere onesto anche quando non è facile.
Cosa si vuol dire di un padre che preferisce tutt’altro a vivere con la bambina che ha messo al mondo e non sente il bisogno e la responsabilità di cercarla? Molto, e non edificante, ma non è questo che serve ad Amelia e neppure a noi.
Per crescere bisogna non soltanto perdonare i genitori, anche quando non chiedono scusa, ma smitizzarsli gli esseri perfetti che nell’infanzia erano diventati per comprendere che sono persone talvolta meravigliose, talvolta comuni, talvolta eccentriche, talvolte pessime.
E che talvolta, pur avendo un cuore buono, non sanno amare, non gli è stato insegnato, non hanno voluto o potuto imparare perchè è la loro storia: bisogna farci la pace e costruire la propria.
L’amor proprio implica il sano darsi la priorità, dando soddisfazione alle proprie esigenze e spazio ai propri sogni; anche quando si è padri e madri si resta uomini e donne, con la necessità di nutrire uno spazio personale per essere felici e comunicare agli altri equilibrio, spingendoli a sperimentare a loro volta, senza esigere possesso.
Ma non è egoismo, fuga da se stessi e dagli altri, ricerca senza meta, viaggio in cui si perde più di quanto si acquista.
Chi può svilire la routine, l’amore che dura una vita, la gioia di veder crescere i propri figli, la passione per una professione che non contempla azioni epiche? Ci sono eroi della porta accanto: ognuno fa le sue scelte, con amore.
L’Amor proprio è un amore inclusivo che apre la porta a chi lo merita e, se si tratta di un figlio, allora quella porta non si chiude mai.
L’amor proprio è il presupposto sano dell’amore mio.
Link d’acquisto
Una lettera a cui vengono affidate le prime parole di un padre per la figlia abbandonata venticinque anni prima, una ragazza in procinto di sposarsi e un viaggio pieno di incontri e sensazioni… questi sono gli ingredienti della storia di Amelia.
Tra stupore, felicità e odio la ragazza leggerà la lettera del padre: neanche un accenno di pentimento o di scuse, ma solo un tentativo di spiegazione di aver fatto la scelta “giusta”.
Un amor proprio, quello di Amelia, che la guiderà a comprendere le sue ombre e a fare i conti con un passato lasciato per troppo tempo in sospeso.
Un esempio lampante di quanto le parole siano spesso più forti di qualsiasi gesto.







