La bambina sul davanzale – di Daria De Pellegrini
recensione di Emma Fenu
La bambina sul davanzale è un romanzo di Daria De Pellegrini edito da Francesco Brioschi nel 2021.
C’è una bambina seduta sul davanzale, che dondola le gambe. Ha le trecce sfatte e lordate di fango e una caviglia slogata dentro gli stivali di gomma.
Osserva tutto e tutti: le case cambiano, le sorelle crescono, i genitori invecchiano. Solo lei resta imprigionata nei suoi dodici anni, nel momento in cui è morta.
Prova a chiamare i familiari, ma nessuno può sentirla. Le resta un’eternità in attesa, mentre le altre esistenze scorrono, scivolano sui rivoli del tempo.
E non c’è purgatorio nè paradiso per lei.
Con la cinica consapevolezza di non essere mai stata amata e compresa, la bambina viene vista solo dal padre in fin di vita, dall’uomo che non ha pianto la sua morte, che di lei non ha serbato neppure il ricordo.
Le resta la curiosità di conoscere la fine di un romanzo appena iniziato, perchè altro non siamo che storie, parole sulla carta che il fuoco rende cenere nel vento.
La sua è una voce tagliente che strappa falsità, perbenismo, ipocrisia e lascia nuda la verità di una famiglia dove ciascuno recita un ruolo che non gli appartiene e dove l’amore è rimasto schiacciato dalla vergogna, la causa prima di ogni azione e condanna.
La bambina al davanzale è un romanzo breve, originale, spiazzante, agghiacciante.
Tutte le paure più profonde sono chiamate al capezzale: l’abbandono, la morte, l’assenza di un senso da dare alla vita e alla sofferenza.
Non c’è un dio, non c’è giustizia, non c’è nemmeno redenzione. Dalla terra si nasce e nella terra si torna, strisciando come serpenti sulle tracce di peccati mai confessati
Link d’acquisto
https://www.ibs.it/bambina-sul-davanzale-libro-daria-de-pellegrini/e/9791280045263
Sinossi
Con i capelli raccolti in due trecce disordinate, come nell’ultimo giorno di vita, Lara osserva i genitori dal davanzale della finestra.
Assiste ai loro gesti, ne registra i discorsi. Fissa il suo sguardo di bambina sui particolari delle loro sofferenze.
Costretti a dipendere dalle altre due figlie, ripensano con nostalgia al passato, alla vecchia casa, alle passeggiate tra i boschi.
Ma a Lara non importa. Quella famiglia e la realtà di montagna in cui era cresciuta le erano sempre andate strette.
Per questo, di realtà se ne era costruita un’altra, fatta di letture, segreti e piccole trasgressioni. Fino al pomeriggio in cui tutto era precipitato, letteralmente.
Il suo corpo era rimasto intrappolato, ma lei era tornata a casa, sul davanzale, anche se i genitori l’avevano già dimenticata.







