Le quaranta porte – di Elif Shafak
recensione di Franca Adelaide Amico
Le quaranta porte ha il potere di far parte di quella categoria di libri “fatali”, nei confronti dei quali non si può restare indifferenti: puoi lasciarti scalfire o rimescolare, puoi lasciarti semplicemente impressionare ma, dopo aver letto il libro di Elif Shafak, non puoi non chiederti se hai veramente speso bene la tua vita.
Ella ha condotto, fino a quel momento, una vita impeccabile in linea retta, senza mai ripensamenti o tormenti; tutto ciò che può oltrepassare la linea del conosciuto e del sicuro è da lei sempre bandito.
Le quaranta porte è anche una storia d’amore, di vero amore profondo,totale,travolgente e definitivo.
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Sinossi
Ella Rubinstein ha quarant’anni, una famiglia e una casa perfette, e da tempo ha dimenticato che gusto ha l’amore.
Non può immaginare che qualcosa sta per sconvolgere la sua esistenza immobile come le acque di un lago: un libro.
Si intitola “Dolce eresia”, l’autore è uno sconosciuto, e l’agenzia letteraria con cui Ella collabora glielo ha inviato per un parere.
È così che la storia della fenomenale amicizia tra il poeta Rumi, lo “Shakespeare dell’Islam”, e il derviscio Shams, l’uomo che viveva di amore mistico, entra come un vento caldo nella vita di Ella, per spalancare porte che sembravano chiuse per sempre.
Leggendo, Ella si lascia trasportare nella Turchia del XIII secolo, sulle ali di quella “religione dello spirito” che ispirò a Rumi i versi d’amore più belli di tutti i tempi, e impara le famose “quaranta regole dell’Amore”, che Shams insegnò a Rumi dischiudendo per lui le inaspettate meraviglie del cuore.
E quando Ella incontra Aziz Z. Zahara, autore del libro e ormai suo maestro di emozioni, l’amore per cui ora è finalmente pronta diventerà, infine, realtà…
Titolo: Le quaranta porte
Autore: Elif Shafak
Edizione: Rizzoli, 2011
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