Il giardino dei fiori infelici di Nicola Lucchi
Recensione di Gianna Ferro
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Il giardino dei fiori infelici è un romanzo di Nicola Lucchi, edito da Neo. Edizioni nel 2026, vincitore della seconda edizione del Premio di narrativa Neo

“Lo pensavano tutti che non avrei dovuto mettere al mondo quel figlio. Qualcuno, a volte, aveva perfino il coraggio di dirlo. Affogalo nel torrente e seppelliscilo in giardino, se non altro farà bene ai fiori.”
Di cosa tratta Il giardino dei fiori infelici?
Siamo nell’immediato secondo dopoguerra in un piccolo paese di una vallata alpina, in cui vige un palpabile silenzio collettivo che nasconde colpe inconfessabili.
La voce narrante è quella di Olga una donna resa arida dal dolore e dalla violenza delle parole e non solo. Per tutti è ‘la matta’ perché ha la capacità di dialogare con i morti. Lucas, suo figlio, è un giovane ragazzo che sin da piccolo non ha mai esternato emozioni, non sa né ridere né piangere, ma ha compreso benissimo che al male si risponde col male. La sua cruda impulsività genera i più atroci delitti, maturati da peccati celati, ma non giustificati.
“È un mondo di spettri quello che popoliamo. Un mondo di morti che lasciano il segno anche quando vengono dimenticati. Ogni cosa che siamo la dobbiamo a loro.”
Attraverso gli occhi di Olga seguiamo Lucas incamminarsi in un bosco in cui si nascondono corpi senza tomba. Si è autoaccusato di efferati reati, ma confesserà le sue motivazioni solo se in quella sua personale ‘via Crucis’ sarà accompagnato da Don Raffaele, che è ritornato in paese da poco e che mai avrebbe pensato di raccogliere più di una confessione.
Lo scenario che si presenta agli occhi delle forze dell’ordine e del prete è macabro e inaccettabile, ma per Lucas, portando alla luce tutto ciò, è liberatorio, riservando un finale inaspettato.
“A volte a vincere non è la verità dei fatti, ma quello che di quei fatti può darci più piacere. ’La verità vince sempre.’”
Olga sapeva, ma il suo istinto di protezione nei confronti del figlio ha prodotto effetti opposti, l’isolamento ha alimentato in lui rancore e odio verso gli esseri umani. D’altro canto Lucas nei suoi moventi ha processato un intero paese, senza possibilità di appello.
“Il male risiede nell’indifferenza, nell’avarizia, nel vizio, nell’egoismo, nella perversione… ‘Nel silenzio?’”
Perché leggere Il giardino dei fiori infelici?
Il romanzo tocca più stili, dal gotico al noir, a tratti fiabesco, ma non ne resta mai intrappolato in uno. È una scrittura ipnotica che afferra l’animo del lettore costringendolo a non schierarsi, né a giudicare. Il ritmo incalzante dei dialoghi tra Lucas e Don Raffaele obbliga a riflessioni e interrogativi ai quali non si dà risposta certa. Ciò che è certo è che il male scava goccia a goccia in anime fragili e vulnerabili, ma non è ovviamente legittimato.
“L’uomo non è ciò che ricorda; l’uomo è tutto ciò che è in grado di dimenticare. È sgusciando fuori dalla placenta dei ricordi che ci si salva, non restandoci intrappolati. L’oblio è il respiro del mondo, la benedizione dell’uomo, la sacra discarica della nostra coscienza.”
Il giardino dei fiori infelici è un romanzo che ha tanti risvolti in ognuno dei quali si fa fatica a scindere il bene e il male. È una storia di emarginazione, di miseria, di solitudine, di violenza, di colpe in cui l’orrore corre pari passo con una credibile umanità.
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Sinossi
Ha ventidue anni Lucas quando torna a casa in manette, scortato dai carabinieri. L’accusa è già nota, il verdetto già emesso, ma nessuno conosce ancora il movente. Il ragazzo spiegherà perché ha ucciso quei bambini, a una sola condizione: che gli sia concessa una camminata nel bosco insieme a don Raffaele. Il prete se n’è andato dal paese molto tempo prima, e non immagina perché Lucas voglia parlare proprio con lui, ma è un uomo di Dio e non può rifiutare. Ciò che lo aspetta è più di una confessione.
È una via crucis. A raccontarla è Olga, la madre del ragazzo. “La strega del villaggio”, così la chiamano. Nelle parole della donna, la storia della sua famiglia si mescola a quella della comunità in cui vive – ed è una storia di povertà, esclusione e violenza. Ma è anche la storia dell’amore che lega un figlio e sua madre. Di cosa può diventare l’amore se affonda le radici nella solitudine e nel dolore.Il giardino dei fiori infelici è un romanzo sulla colpa, sulle conseguenze del silenzio, sull’orrore che germoglia da altro orrore.Un’opera gotica misteriosa. Il racconto di un mondo in cui la disperazione non risparmia nessuno: perché anche le vittime, in una remota vallata alpina, possono diventare carnefici.
Titolo: Il giardino dei fiori infelici
Autore: Nicola Lucchi
Editore: Neo. Edizioni






