TIMELAPSE

di Daniela Mastrandrea e Antonella Benatti

a cura di Gianna Ferro

Voce alla Musica

 

Timelapse è il nuovo EP, per pianoforte e flauto, di Daniela Mastrandrea e Antonella Benatti, disponibile dal 18 settembre 2025 in streaming e download su tutte le principali piattaforme digitali. Nasce dalla poliedrica creatività della Mastrandrea per omaggiare la flautista.

Un lavoro intimo, emozionale, alla continua scoperta di un mondo interiore che convive e si completa con l’universo, manifestandosi attraverso la musica. Pianoforte e flauto dialogano con fluida leggerezza, senza tecnicismi e ridondanze, tanto da percepire una profonda intesa musicale ed emotiva.

Daniela Mastrandrea ci ha abituati col suo pianoforte ad atmosfere magiche, a passeggiare tra suoni animati, a trovare quel giusto equilibrio tra mente e anima.

 ”È una riflessione sul tempo che scorre,  momenti che si susseguono, ma nel Timelapse il tempo si ferma, permettendoci di contemplare la bellezza della vita.”

Con queste parole ci presenta il suo EP composto da nove composizioni inedite, divise in tre trilogie, ovvero tre momenti, ognuno dei quali è formato da tre brani:

Tre pezzi musicali, tre stati d’animo nella prima trilogia denominata ‘Flussi di memoria’; in ’ Tra luce e ombra’, seconda trilogia, le emozioni restano nel sentirle, più che fissarle nella mente; l’ultima trilogia, la terza, ‘Intimità, profondità e speranza’ presenta brani con sonorità stilisticamente classiche e romantiche, intime e toccanti. Tutti i brani confermano una ricerca di timbri diversi e armonie nuove.

Dei veri e propri quadri musicali, quelli creati da Mastrandrea e Benatti che trasmettono un piccolo universo di emozioni in cui delicatezza, fragilità, forza, romanticismo, melanconia, si intrecciano in un’unica melodia.

Se alle voci che si alternano, si sovrappongono e si completano, quelle del pianoforte di Daniela Mastrandrea e della flautista Antonella Benatti, si uniscono l’amicizia, la stima, la bravura e la professionalità, non possono che nascere dei piccoli capolavori.

Le note hanno un’anima, basta trovare la giusta assonanza.

Abbiamo scambiato qualche parola con Daniela Mastrandrea per aiutarci a presentare il suo EP Timelapse:

Ci siamo lasciate un po’ di tempo fa con l’album ”Duo, ci ritroviamo con “Timelapse”, il cui titolo lascia già intendere qualcosa di molto profondo. Mi piacerebbe, prima di approfondire la tua nuova creazione, che anche in questa intervista ci parlassi prima un po’ di te.

Non sono molto abituata a parlare di me, soprattutto liberamente, senza una domanda precisa. Diciamo che il mio percorso, che a prima vista può sembrare lineare, in realtà non lo è stato affatto. Inizialmente sono stati più gli eventi a delinearlo che una mia reale pianificazione. Se il primo disco è nato su richiesta e spinta altrui, col tempo ogni progetto è diventato un tassello per costruire la mia strada e definire la mia identità artistica. Oggi scelgo soprattutto questo: scrivere, produrre e pubblicare — con piena consapevolezza.

Col tuo pianoforte ci hai fatto conoscere una musica intima, emozionale, alla continua ricerca di mondi interiori. Quale è stata l’ispirazione per questo album e come è nata la collaborazione con la flautista Antonella Benatti, con la quale si percepisce una profonda intesa musicale?

Il punto di partenza non cambia: il pozzo dal quale attingo è sempre l’anima. Viviamo in una società e in un tempo che ci catapultano continuamente all’esterno. Ci vogliono forza e coraggio per entrare dentro di sé e scoprire i luoghi e le atmosfere che ci abitano, a volte provenienti da mondi lontani. Con la mia musica faccio principalmente questo: prendo un pretesto dall’esterno per vivere la mia interiorità. Con Timelapse e con Antonella è successa la stessa cosa: ho sublimato la realtà rendendola musica. La mia collaborazione con Antonella è un disegno che si svela. Non c’è stata una scelta a monte, ma un naturale evolversi degli eventi che ha portato alla nostra collaborazione.

Il tuo è un curriculum di tutto rispetto: molti premi come pianista, come compositrice, come arrangiatrice e tantissime collaborazioni con musicisti noti. Ma il ruolo in cui ti senti più te stessa qual è?

Il posto in cui mi sento più a casa è la scrittura. È normale che, quando si intraprende un percorso musicale, si parta dall’apprendimento di uno strumento — per me il pianoforte — ma è importante, crescendo, ascoltare se stessi e la propria indole. Per molti musicisti suonare è fondamentale, giustamente, ma io preferisco scrivere. Non perché suonare non mi piaccia, ma perché nello scrivere ritrovo me stessa e ciò che sono davvero.

Ci hai fatto dono, con Antonella Benatti, anche questa volta di un album che suscita emozioni, sensazioni e incanto. Cosa tirerai fuori dal tuo cassetto in futuro? Ritornerai al tuo pianoforte solo o ci sono in programma altre collaborazioni?

Nel cassetto ci sono cose molto diverse, dal pianoforte solo a collaborazioni di vario genere. Ho scritto musica negli anni in vari stili e per organici differenti, e conto pian piano di programmarla e pubblicarla tutta. È importante cadenzare le uscite: pubblicare tutto insieme non permetterebbe di valorizzare al meglio i singoli tasselli che compongono un progetto più ampio.

Grazie Daniela per la musica che ci regali!

Vi lascio l’ascolto del primo pezzo dei nove : River

 

 I brani sono stati registrati, mixati e masterizzati da Alberto Piva presso il Mulino del Ronzone a Vinci, in provincia di Firenze, un luogo ricco di atmosfera e suggestione.

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