LA REGINA RIBELLE – di Elizabeth Chadwick
Io mi curo con un libro
Recensione di Serena Savarelli
La regina Ribelle di Elizabeth Chadwick è un romanzo edito da TRE60 nel 2018.
Per la rubrica “Io mi curo con un libro” oggi le parole chiave sono due: RIBELLIONE e COSTRIZIONE in un contesto tutto al femminile.
L’autrice dipinge il ritratto di una donna straordinaria per la sua modernità, che ha amato, tradito, sofferto e lottato contro rivalità, odi e pregiudizi, proprio come una donna di oggi.
La protagonista è Eleonora d’Aquitania, la regina ribelle, che vive in un’epoca, il XII secolo, in cui le donne sono ridotte al silenzio e all’obbedienza. Ma lei è determinata a ribellarsi a ogni costrizione, pur rimanendo consapevole che essere la primogenita, figlia del duca d’Aquitania, significa essere un oggetto da vendere al miglior offerente, in termini di alleanze politiche.
“Guglielmo sospirò. La figlia maggiore stava rapidamente diventando una donna. Nell’ultimo anno era cresciuta di statura e le era spuntato un accenno di curve sul seno e sui fianchi.
Era davvero graziosa; guardarla era una sofferenza. Era ancora troppo giovane per quello che stava per succedere. Che Dio li aiutasse tutti.”
Tutto può andare bene anche quando sta per cambiare. Tutti lo sanno. Anche Alienor, mentre osserva sua sorella minore, Petronilla.
Ha soli tredici anni, è erede dell’Aquitania e presto andrà in sposa a Luigi VII di Francia, divenuto erede al trono dopo la morte del fratello maggiore. Ma una bambina può essere davvero pronta a diventare donna d’improvviso e portare addosso il peso di due paesi?
“… disposti a riconoscere il potere di suo padre.
Aveva imparato molto guardandolo interagire con loro. Il linguaggio del potere non si esercitava soltanto con le parole. Era presenza e pensiero, erano gesti e tempi.
Suo padre le aveva mostrato la strada e le aveva insegnato a brillare di luce propria, ma quel giorno le sembrava di essere entrata in una terra d’ombre.”
Dopo la morte del padre, Alienor è in lotta contro le sue stesse emozioni: nessuno le ha chiesto se è d’accordo a sposare Luigi, tutti hanno deciso il futuro alle sue spalle e se lei si rifiutasse? Ma la verità è una soltanto: è appropriato e giusto che un padre decida a chi maritare la figlia. Unica certezza per lei, per l’Aquitania e il Poitou.
Lei diventerà regina; tutti ammireranno una donna bella ed elegante, ma nessuno sarebbe mai riuscito a vedere le sue ferite o avrebbe mai conosciuto i suoi tormenti.
I primi momenti del suo matrimonio con Luigi erano basati sull’attrazione e una reciproca relazione d’intesa anche nelle scelte da prendere. Il potere di Alienor cresce quando concepisce l’erede di Francia, dimostrando a tutti di essere una donna fertile e una nutrice.
“Agli occhi del mondo era una tappa della trasformazione di una vera regina e della sua affermazione personale.”
Dal suo grembo nascono, però, solo un figlio morto e due figlie femmine. Il cambiamento è repentino e il marito si trasforma in uno dei personaggi più controversi di questo romanzo.
Luigi allontana Alienor dalla propria esistenza, considerandola persino una figura diabolica, un altro nemico in mezzo alle restanti cospirazioni contro di lui.
Luigi era stato cresciuto ed educato per prendere i voti e questo fatto è determinante nel renderlo un re più devoto ai suoi desideri, piuttosto che al suo paese.
Da quel momento, Alienor deve sopportare il peso di non sentirsi amata, i pregiudizi e le condanne divine scagliate su di lei dallo stesso marito. Ogni
suo attimo rubato all’amore impossibile, si traduce in nuovo dolore, in sfide per sopravvivere in quel mondo di costrizioni.
Ma lei è Alienor d’Aquitania e questa consapevolezza le permette di ricordare le sue ambizioni, perché lei è una donna colta, bellissima, ambiziosa e spregiudicata. In quella situazione, c’è solo una cosa che può risollevare le sue sorti: annullare il matrimonio con Luigi.
Di ritorno dalla Seconda Crociata, Alienor riesce in questo intento, ma, da quel momento, torna a essere una donna alla mercé di chi vuol mettere mani sull’Aquitania, un premio ambito.
Alienor deve scegliere con scaltrezza cosa più le conviene, perché uomini ambiziosi stanno progettando il suo futuro, tramando ancora alle sue spalle. Alienor sa che Dio tende ad aiutare chi si aiuta da solo.
“Non fidarti delle donne. Le loro armi non sono la lama e il pugno ma lo sguardo, la parolina dolce nella camera da letto, la bugia. Piazza i tuoi uomini in casa sua, ogni volta che puoi, e tienila d’occhio, perché altrimenti non sarai mai padrone in casa tua.”
Goffredo ansimava per lo sforzo di parlare.
“Tienila sempre incinta e assicurati che il tuo seme sovrasti il suo, così ti darà figli maschi; altrimenti non è una moglie. Spetta a te regnare e a lei fornire ciò su cui regni.”
Strinse la mano a Enrico con una forza improvvisa. “Così è stabilito da Dio, e non devi dimenticarlo, figliolo. Ti affido questo compito com’è stato affidato a me.”
Poco tempo dopo, Alienor sposa Enrico II d’Inghilterra, di molti anni più giovane di lei.
È la sua rivincita su Luigi, sul disprezzo che la Francia aveva sempre riversato su di lei; è l’inizio di una nuova passione, di un tempo nuovo nel quale Alienor torna ad amare e sentirsi amata. Il suo potere le ridà nuovo prestigio e da quell’unione, Alienor genera un figlio maschio e quando il suo grembo torno ancora pieno, Alienor ed Enrico partono verso l’Inghilterra per diventare i nuovi sovrani, affrontando
nsieme la più grande opportunità della loro vita.
“Ciò che è ignoto non è ancora stato scritto, e ci lascia la possibilità di scriverlo come vogliamo, a Dio piacendo.”
In questo primo romanzo della trilogia, Elizabeth Chadwick ci racconta la vita di Alienor sino al 1154, quando la Regina era in attesa del secondo figlio di Enrico.
La regina ribelle scorre veloce e leggero, portandoci a conoscere una donna tenace e sicura di sé, le sue emozioni, le sue sfide, i suoi tormenti, ma soprattutto il coraggio che le è sempre appartenuto per fronteggiare le costrizioni e ribellarsi a esse, in quel mondo antico nel quale essere regine non significava essere libere di essere.
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Sinossi
Colta e bellissima, ambiziosa e spregiudicata, Eleonora d’Aquitania vive in un’epoca, il XII secolo, in cui le donne sono ridotte al silenzio e all’obbedienza.
Ma lei è determinata a ribellarsi a ogni costrizione: partecipa alla seconda Crociata; divorzia dal primo marito – Luigi VII, re di Francia – e, nello sconcerto generale, sposa Enrico II d’Inghilterra, di undici anni più giovane; diventa la musa dei trovatori nella sua «Corte d’amore» a Poitiers, dove si cantano la passione e la sensualità; tratta come pedine di un gioco politico i due figli più amati, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni.
Il mondo la odia e la teme, ma non riesce a fermarla: sulla sua strada, Eleonora lascerà vittime innocenti e cuori straziati, in un turbine che finirà per travolgere lei stessa.
Dalle nebbiose città inglesi all’Oriente delle Crociate, dalla Terrasanta al lusso della corte bizantina, Elizabeth Chadwick dipinge il ritratto di una donna straordinaria per la sua modernità, che ha amato, tradito, sofferto e lottato contro rivalità, odi e pregiudizi, proprio come una donna di oggi.







