“La mandorla” di Nedjma
Recensione di Emma Fenu

La mandorla è un romanzo erotico autobiografico scritto, sotto lo pseudonimo di Nedjma, da un’autrice marocchina ed edito da Einaudi nel 2004.
Sulla testa di Dio, di Cristo, dei santi e delle sante.
Aureola non circolare. Occhio divino.
Perimetro sacro. Frutto di fertile polpa.
Mandorla che fiorisce.
Mandorla che si schiude.
Mandorla che sprigiona energia.
Mandorla che esprime il potere femmineo, che è luna e sole, che è fonte di reciproco di piacere, che simboleggia la consapevolezza della propria identità.
Ambientato in Marocco alla fine degli anni ’60, il romanzo narra le vicende di una donna berbera andata in sposa ad uomo che la considera solo un grembo da ingravidare.
Sottoposta, a causa della cultura tradizionale, alla violenza e alla negazione di sè come essere umano e come donna, Badra ignora il piacere, la seduzione e la forza della femminilità.
La fuga dalla casa coniugale verso quella della sfrontata e cinica zia Selma, a Tangeri, sarà il primo di una serie di metaforici riti iniziatici che porteranno la protagonista a morire e rinascere, conscia del proprio sesso, fusione di anima e corpo.
Gli amplessi, descritti in modo esplicito ma mai volgare, trascendono dal semplice contesto erotico per diventare coraggioso messaggio politico di emancipazione della donna da stereotipi mortificanti e mutilanti.
In una città aperta al confronto fra culture differenti e alla “contestazione” storica, imperniata anche sulla liberalizzazione sessuale come bandiera di autonomia di pensiero, Badra impara a fare l’amore con il proprio amante e, infine, con se stessa.
Melodie da Cantico dei Cantici e salmi da Apocalisse si sovrappongono in un romanzo profumato di incenso, rose e umori corporei, dove la passione ha anche il significato primigenio di dolore.
Nell’epilogo, colmo di struggimento come in romanzi erotici più celebri, da Lolita a L’amante, eros e thanatos si congiungono in un’ultima danza, prima di chiudersi nel guscio dove si nasce e si muore.
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Sinossi
Il romanzo di una misteriosa scrittrice marocchina che inneggia senza veli all’erotismo del corpo e dell’anima.
Badra fugge da un matrimonio imposto e violento ed è trascinata in un travolgente vortice di avventure libertine da un appassionato amante.
Nedjma è uno pseudonimo adottato dall’autrice per evitare di subire ritorsioni, un omaggio alla leggendaria protagonista dell’omonimo romanzo di Kateb Yacine.
Di lei si sa solo che vive in un Paese del Mahgreb (probabilmente in Marocco) e che ha una quarantina d’anni.
Titolo: La mandorla
Autore: Nedjma
Edizione: Einaudi, 2004






