La vegetariana di Han Kang
Voce alle donne
recensione di emma Fenu
La vegetariana, apparso nel 2007, è stato pubblicato in italiano da Apelphi nel 2016.
Di cosa parla La vegeterariana?
Non è la storia di una donna che per motivi etici o clinici decide di non mangiare carne.
Non ho subito capitolo il titolo: è la storia di una donna che vuole diventare vegetale, non essere corpo di carne e sangue, ma confondersi, fondersi nella dimensione naturale.
Yeong -hye è una donna scelta dal marito perché ordinaria, senza particolare bellezza o stranezza, con un’indole silenziosa e educata e poco incline a pretese e lamentele.
I suoi occhi sono freddi, privi di passioni, privi di dolori. Vedono oltre, ma nessuno ha tempo di farci caso.
Un giorno fa un sogno e decide di non mangiare più carne; così dicono i parenti e lei stessa, ma il dimagrimento progressivo denuncia una grave forma di anoressia nervosa, perché la donna percorre ogni giorno un piccolo passo verso il rifiuto di ogni forma di cibo.
Si vede grassa, per l’effetto della patologia? No.
Non ha problemi e denudarsi e proprio il suo restare a seno nudo a prendere il sole in contesti non idonei provocherà l’abbandono del marito.
E qui entra in gioco la seconda voce narrante, il marito della sorella, colui che ha preso in braccio Yeong -Hye per portarla in ospedale dopo che il padre aveva cercato di infilarle della carne in bocca e lei si era scientemente ferita con un coltello.
Si alternano periodi in ospedale e cliniche per patologie mentali a una parvenza di normaltà.
Il cognato, casualmente, viene a sapere che la donna ha ancora il segno della macchia mongolica su una natica, caratteristica della razza ma che sparisce prima della pubertà.
Questo pensiero lo eccita e lo ossessiona: essendo un artista, fa video mentre ne dipinge il corpo nudo, ma questo non gli basta. E la donna, in quell’intreccio di fiori, non vede tradimento, violenza, degenerazione, ma solo un istinto sessuale sano, senza sensi di colpa e senza implicazioni sentimentali.
La terza parte, devastante, è affidata alla sorella. Emergono ricordi e traumi d’infanzia, la fatica di non crollare per sostenere un tetto sgretolato, la paura di essere se stessi, il senso del vivere e l’insensatezza della normalità di quella vita che sembra essere tale.
Non voglio andare oltre, ma l’autrice indaga nelle piaghe del corpo di una donna e dell’anima di un’altra, in un crescendo drammatico che non assolve, che non porta all’ascesi e all’illuminazione.
Perché leggere La vegetariana?
La vegetariana è un romanzo che racconta di una pazza o di una pazzia collettiva.
Esprime desiderio di metaformosi per liberare il corpo di una donna da pressioni patriarcali, da abusi anche solo verbali perpetuati da padri, suoceri e mariti, in una realtà, quella della Corea del Sud, in cui le emozioni si esprimono con pacatezza e la moglie ideale è invisibile di giorno e disponibile di notte, eppu lavora quanto e più in ambito estraneo alla casa, in uno sfinimento continuo.
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Sinossi
“Ho fatto un sogno” dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti.
È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l’ideale di un’estatica dissoluzione nell’indifferenza vegetale.
La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell’ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi.
Titolo: La vegetariana
Autire Han Kan
Edizione: Adelphi, 2016







