“Quattro etti d’amore, grazie”
di Chiara Gambarale
recensione di Katia Giammusso

Quattro etti d’amore, grazie è un romanzo di Chiara Gambarale edito da Mondadori nel.
Accattivante anche nel formato tascabile, nell’edizione flipback per Mondadori, Quattro etti d’amore, grazie di Chiara Gambarale alterna, tra una pagina e l’altra, lo stesso bisogno d’amore di due donne che non potrebbero essere più diverse.
Malgrado l’abisso tra le proprie esistenze, le fragilità delle due non possono fare a meno di incrociarsi e studiarsi attraverso il carrello della spesa di ciascuna.
La merce sul rullo della cassa dice di ognuna molta più verità di quanto, all’apparenza, ciascuna non possa velare.
Con ricorrenza quotidiana Erica, moglie e madre irreprensibile, si lascia inoltrare sempre più in un universo parallelo al proprio, scandito, tra le altre cose, da visite sui social, ricordi adolescenziali, rimpianti per un amore giovanile e le quotidiane puntate della fiction più popolare della TV.
Tea, che di quella serie televisiva ne è l’attrice protagonista, vive con pathos la relazione con un marito dalla personalità contorta ed irrisolta, portandosi addosso, inoltre, complessi e ferite che fanno parte del suo passato.
Entrambe sognano, immaginandola dal di fuori, la vita in apparenza cosi ideale dell’altra.
Entrambe, immerse nel proprio intricato flusso di coscienza, chiedono più di tutto, tra una lista della spesa e l’altra, una certa dose d’amore che, benché accessibile, sembra tuttavia così difficile da ottenere.
Lo stile, fresco, frizzante e scorrevole, rende la lettura un momento di piacevole evasione, pur non esonerando da profonde riflessioni finali.






