Ogni uomo uccide ciò che ama – di Claudio Pastena
Recensione di Piera Nascimbene

Ogni uomo uccide ciò che ama è un romanzo giallo scritto da Claudio Pastena.
Tre investigatori sono incaricati delle indagini su alcuni delitti particolari in una piccola città di provincia del sud Italia. Colui che coordina e che un po’ è la mente dell’indagine, è l’ispettore Pasquale Quagliarulo, uomo di sani principi che ama la moglie, il cinema e il suo lavoro e magari nemmeno in quest’ordine! I suoi colleghi sono il grossolano ma con buon intuito, Alfonso Urciuoli e Chiara Fiori, arrivata con un ordine dall’alto, a dar loro una mano visto che l’inchiesta procede lentamente e che la vittima da cui parte l’indagine è una donna e come si sa, i superiori vogliono subito dei risultati.
Tanti sono i personaggi che si incontrano in questo bel giallo nostrano che a tratti, ci offre qualche parentesi di pura ironia. Mi sono piaciuti soprattutto il mendicante che tutti chiamano Padre Pio e che ha il vezzo di parlare per citazioni e il vicino di casa di Quagliarulo, il cavalier Soriano, suo assiduo compagno di scorpacciate cinematografiche, che prende come un ‘offesa personale il non poter andare al cinema il mercoledì…
E poi ci sono le signore che forse tanto signore non sono e che sentono la loro vita di provincia troppo stretta e quindi cercano un diversivo nel sesso o in relazioni extra famigliari.
Infatti la prima che incontriamo è Maria Vitullo, prima vittima dell’assassino e nemica della lingua italiana.
Tu sei l’unico che mi capisce, sto bene con te. Sai sempre quello che voglio e le parole da dirmi. Ho rimasto i bambini da soli per venire qui. Ma non mi importa, ti amo.
– È intransitivo
-Come?
– Rimanere è intransitivo
-Cosa?
-Non ha importanza
Non era vero. Era importante…
Lei sbagliava i congiuntivi, le parole di origine straniera e infarciva il suo magro linguaggio di inutili tautologie…fu allora che decise di ucciderla.
L’aveva ammazza per giustizia.
Era lei l’assassina di congiuntivi
Un’altra delle signore del romanzo è Agata la moglie dell’ispettore che confida al marito:
Sì, c’è un uomo che mi corteggia.
-E che c’è stato tra di voi?
Ora doveva stare molto attenta.
-Che vuoi che ci sia stato? Per chi mi hai preso. Ha solo bisogno di affetto e di parlare. Ci siamo abbracciati qualche volta, e ha provato a baciarmi ma io non ho voluto.
E questo è tutto.
Il volto di Pasquale si distese. Le credeva. Agata non gli aveva mai mentito.
Quagliarulo è un uomo semplice e ispira simpatia e anche amore in altre donne, nella collega Chiara e nella signora Rambaldi che diventa un po’ troppo appiccicosa anche se appena l’aveva vista il nostro investigatore aveva pensato tra sé e sé l’espressione preferita di Urciuoli
“A faccia etecchetocazzo”
Un personaggio affascinante, che capisce tante cose e che parla per frasi fatte è il mendicante chiamato da tutti Padre Pio che alla vista dell’ispettore
Sollevò la faccia facendosi schermo alla luce con la mano, riconobbe Quagliarulo e con un sorriso sdentato gli disse :” Illustre ispettore, l’ala della giustizia ombreggia il suo sentiero fuorviato di fantasmi.
I tre investigatori riescono, tramite qualche soffiata e un po’ di lavoro delle “celluline grigie” ad arrivare ad individuare il violento assassino ma nel farlo scoprono come la vita di provincia sia la causa di depravazioni e di oscuri desideri.
Ho apprezzato molto questo giallo perché l’autore ha messo in piedi un bel mistero e ha saputo
destreggiarsi tra indizi vari e tanti personaggi. Ha inserito tante citazioni ma anche espressioni dialettali che l’hanno reso particolarmente “italiano”. Per gli amanti dei gialli è una piacevolissima lettura anche perché la soluzione è proprio lasciata all’ultima pagina.
Rivedremo Quagliarulo dato il mistero dell’ultima riga che mi ha dato molto da pensare?
Link d’acquisto e anteprima
Sinossi
Quagliarulo ama solo tre cose nella vita: la moglie, il cinema e il suo lavoro. Quando il suo mestiere di poliziotto lo porterà ad indagare su una serie di efferati delitti, impensabili in una piccola cittadina del sud, i suoi amori e anche la sua esistenza si rivoluzioneranno completamente.
Lo accompagneranno in questo percorso i suoi partner, Alfonso Urciuoli, collega grezzo e perennemente allupato e Chiara Fiore, poliziotta dal passato torbido.
Gli omicidi porteranno alla luce storie inverosimili di violenza e lascivia che attraverseranno, senza distinzione, alta borghesia e diseredati, politici e tossicodipendenti e nulla resterà uguale a sé stesso, neanche Quagliarulo.
Rimarrà immutato solo Gennaro Soriano, anziano gagà con una cultura cinematografica enciclopedica che trova nel cinema le risposte a tutto, anche al perché gli uomini uccidono.
Claudio Pastena vive ad Avellino dove attualmente lavora come medico al Servizio Tossicodipendenze, interessandosi principalmente di problematiche legate all’alcol e al gioco d’azzardo, gestisce gruppi terapeutici e di auto aiuto. I suoi interessi vanno dalle medicine non convenzionali alle arti marziali, dalla musicoterapia alla cucina.
Ha scritto racconti e sceneggiature, i suoi romanzi Forse la giovinezza e Soluzione omeopatica sono stati pubblicati dalla A&B editore; il romanzo Il mondo è tutto ciò che accade è stato tradotto anche in spagnolo.
Al momento, insieme ad altri amici, gestisce il percorso olistico sulla felicità “Meglio essere felici – Felicità in azione”.
Scheda: Titolo: Ogni uomo uccide ciò che ama
Autore: Claudio Pastena.
Editore: Il Terebinto






