Cara pace – di Lisa Ginzburg

Cara pace – di Lisa Ginzburg

Cara pace – di Lisa Ginzburg

recensione di Giovanna Pandolfelli

cara pace

 

Cara pace è l’ultimo romanzo di Lisa Ginzburg entrato nella dozzina dei semifinalisti al Premio Strega 2021, a mio avviso ingiustamente escluso dalla cinquina finalista.

Un ritorno e una riscoperta, un riallacciare legami con un passato difficile: il romanzo sin dall’inizio si dipana in una costante tensione sprigionata dalla dicotomia di un viaggio a
Roma che oscilla tra il metaforico e il concreto, viaggio che la protagonista sente di dover, prima ancora che di voler, compiere. Lo deve a se stessa e a nessun altro, tantomeno a sua sorella con la quale è cresciuta in un rapporto simbiotico e al contempo conflittuale per la grande differenza di indole tra le due.

Eppure, un fortissimo legame le unisce sin da bambine, quando si sono dovute confrontare con l’abbandono, con il vuoto lasciato dalle figure che avrebbero dovuto essere il loro faro.

Nell’affannosa ricerca di punti di riferimento, nella continua necessità di appigli, le due sorelle, pur tanto dissonanti, sono riuscite a costruire un’armonia tutta loro.

Narrato in prima persona dalla maggiore, Maddalena, i riflettori sono tuttavia sempre puntati su di lei, Nina, la sorella minore, istintiva e dirompente, teatrale, perno intorno a cui ruota l’esistenza stessa di entrambe.

Per far spazio alla sua personalità inquieta, Maddalena si adegua al ruolo di sorella maggiore, di figlia assennata e poi di moglie e madre efficiente e
pacata.

Sarà il desiderio del ritorno a Roma, città della loro infanzia interrotta, della loro sofferenza, dei loro sforzi per colmare i vuoti, a scavare dentro di lei, a lavorare come un tarlo fino a convincerla ad andare a ricercare se stessa proprio in quelle strade costellate di ricordi, ricolme di fili spezzati e di emozioni in bilico.

Uno stile elegante, con un’equilibrata alternanza ritmica, rende il romanzo avvincente nel suoscorrere tra le vite delle due giovani donne, sullo sfondo di rapporti familiari disgregati sui quali, tuttavia, non pesa mai una valutazione, ma al contrario il giudizio resta sospeso.
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Sinossi

Maddalena, la maggiore, è timida, sobria, riservata. Nina, di poco minore, è bella e capricciosa, magnetica, difficile, prigioniera del proprio egocentrismo.

Le due sorelle, legate dal filo di un’intima indistinzione, hanno costruito la loro infanzia e adolescenza intorno a un grande vuoto, un’assenza difficile da accettare.

Ancora adesso, molti anni dopo, cercano di colmarla con corse, lunghe camminate, cascate di parole e messaggi WhatsApp che, da Parigi a New York, le riportano sempre a Roma, in una casa con terrazzo affacciata su Villa Pamphili, dove la loro strana vita, simbiotica e selvatica, ha preso forma.

È proprio a Roma che Maddi, da sempre chiusa nel suo carapace, decide di tornare, fuggendo dai ruoli che la sorella, prima, e la famiglia poi, le hanno imposto. Finalmente sola con sé stessa e con i suoi ricordi, lascia cadere le difese e, rivivendo i luoghi del passato, inverte le parti e si apre alle sorprese che riserva la vita.

Padri e madri, amicizie e passioni, alberi e fiumi fanno da cornice a una storia d'amore e di abbandono che, come ogni storia viva, offre solo domande senza risposta. E misura con il metro felice della letteratura la distanza che intercorre tra la ferita originaria e la pace sempre e solo sfiorata della maturità.

Autore: Lisa Ginzburg
Titolo: Cara pace
Editore: Ponte alle Grazie, 2020

 

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