“Cara matrioska” di Serena Savarelli

“Cara matrioska” di Serena Savarelli

“Cara matrioska” di Serena Savarelli

Contest Lettere al Femminile

Lettere al Femminile

Cara matrioska,
oggi una persona mi ha fatto questa domanda: “ma com’è possibile rimanere una coppia quando ci sono dei figli? Io non riesco ad avere tempo per il noi!”

Mi è venuto da sorridere perché spesso è successo anche a me di pensarlo. Tra la frenesia della vita, le cose da fare continue, l’accudimento dei figli, della casa e il lavoro… che posto resta al NOI?

La prima immagine che mi è venuta in mente pensando a questo è stata quella di un fiore.

E cosa c’entra con il noi? Mi sembra la metafora perfetta!

Il fiore è la vita di una famiglia: variegati, dalle mille forme e colori e qualcosa che sa trasformarsi in frutto per produrre il seme.

Il fiore nasce da una gemma. Un piccolo involucro. La coppia all’inizio è una gemma: un’entità a sé, resistente, compatta e che, al suo interno, contiene quello che diventerà nel tempo. La coppia è un’evoluzione in atto, che alla fine si trasforma nell’insieme di pistillo e stami; la donna e l’uomo che possono generare qualcosa che va oltre loro due. Sono sorretti dal calice: qualcosa che nutre e protegge entrambi, che porta verso l’alto e che, nonostante il vento e le intemperie, impedisce al fiore di cadere. Così la coppia diventa qualcosa, si orna, si decora nel suo crescere, circondandosi di una corolla di petali colorati. A volte questi petali sono i figli, a volte no e diventano il cerchio dei sogni, dei viaggi, delle esperienze e delle persone che incontrano.

Ma la coppia è comunque un fiore che darà i suoi frutti se ancorato a una pianta viva o a un terreno fertile. Non posso sperare che quel fiore si mantenga in vita se lo recido dandogli solo acqua. Così è per la coppia: non può vivere di cose banali o superficiali, è esigente e pretende la profondità e l’essenza di un nutrimento.

Ha bisogno di consapevolezza: il modo di amare cambia, si trasforma e matura.

Ha bisogno di maggior rispetto: i ruoli s’intensificano e necessitano di comprensione reciproca.

Ha bisogno di coraggio: quello che riporta equilibrio via via che le vicende la destabilizzano.

Ha bisogno di empatia: quella bellissima abilità che fa usare veramente il cuore e cancella egoismo e indifferenza.

Ha bisogno di determinazione: così che a ogni intemperia abbia la capacità di scrollarsi da dosso le tante gocce di pioggia, rubando a loro la frescura e bevendone il succo per crescere ancora.

Ha bisogno di fiducia: che dà più vivacità ai colori anche se intorno trova il buio.

Ha bisogno di credere: che tutto ha avuto inizio da quel “noi” e attraverso quello ognuno può evolvere senza dipendere dall’altro, ma grazie al contributo dell’altro.

Quindi non credo che alla coppia serva esclusivamente tempo per rimanere una coppia solida. I figli mettono a dura prova, sono la cosa più dirompente che necessita di nuovi equilibri. Ma quando la coppia ha nel suo calice questi valori, non c’è figlio che possa farla appassire prima del tempo.

Penso alla margherita dallo stelo sottile piegato dal vento… poi torna su dritta e al sole dischiude la corolla!

 

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