Le case dei serial Killer

Voce alla Magia
Recensione di Francesca Re

 

case serial killer
Le case dei serial Killer è un True Crime scritto da Cristina Brondoni e edito da Clownbianco nel 2022.

Di cosa tratta Le case dei serial killer?

Vorrei che immaginaste per un attimo la casetta tanto pubblicizzata di una nota marca di biscotti, luogo accogliente per una famiglia serena e felice, ma… non sempre le mura dipinte di fresco e la casa dal prato curato, specchio di decoro e sobrietà sono il sicuro riparo dove crescere e sentirsi protetti.
Alle volte quelle stesse mura possono diventare una prigione e un luogo di profondo terrore o addirittura possono nascondere insidie e tranelli frutto di menti estremamente disturbate.

Cristina Brondoni ci porta dentro queste case, ha le chiavi per entrare nell’orrore più profondo, lo stesso tipo di orrore che ci tiene incollati agli schermi sperando che da un momento all’altro qualcuno riveli che si tratta di pura finzione. E invece stiamo guardando il notiziario ed è tutto dolorosamente vero.

Ho sentito un nodo allo stomaco durante la lettura di questo libro, non me l’aspettavo; proprio io che leggo tutti gli horror disponibili.

Quando leggo l’ultima pagina di un libro di quella categoria però, conservo il brivido ma so che si trattava solo di un racconto, nelle Case dei Serial Killer invece il disagio si attacca addosso anche dopo averlo riposto fra i libri già letti.

Molti fra i Killer più conosciuti nella storia criminale sono citati dall’autrice: la Saponificatrice di Correggio,Jeffrey Dahmer, Charles Manson e tanti altri, i loro crimini vengono analizzati in base alle case in cui vivevano o che usavano per i loro crimini o che ancora utilizzavano come tempio.

Case insospettabili molto spesso, dall’apparenza tranquilla, spesso all’interno di quartieri molto popolati, altre volte fatiscenti
ed isolate, altre volte ancora interi alberghi trasformati in dedali mortali.

Perché leggere Le case dei serial killer?

Un libro non adatto ai deboli di stomaco, ma per me un libro da leggere proprio per rendersi conto che spesso la realtà e ben diversa da ciò che appare, dentro quelle case si sono svolti omicidi, torture, cannibalismo e crudeltà inenarrabili, ma è la realtà e quelle stesse mura e i giardini circostanti diventano lo strumento per occultare i cadaveri o parti di essi.
Le percentuali di cadere vittima di un serial killer sono veramente molto basse, soprattutto in Italia, ma anche se casi simili si verificano di rado, costituiscono un paragrafo nero nella storia della città in cui essi hanno operato.

Molte volte le istituzioni hanno deciso di radere al suolo quelle case, altre volte le stesse sono state ristrutturate da privati lasciando al loro interno elementi specifici proprio per promuovere un disgustoso mercato del macabro.

Un altro elemento di questo libro mi ha scosso particolarmente e sono felice che l’autrice abbia toccato questo scomodo argomento: spesso le categorie prese di mira dai serial killer sono quelle composte da persone che avrebbero bisogno di sostegno, parlo soprattutto di donne che abusano di droghe, che si prostituiscono, minorenni scappate di casa, e in America molti delitti a sfondo razziale.

Tutto ciò troppo spesso avviene nella totale incuria delle forze dell’ordine che, proprio perché si tratta di categorie svantaggiate, tendono a sottovalutare o addirittura ad ignorare le loro testimonianze e le richieste d’aiuto, facendo esattamente il gioco del serial killer.

Ci vuole voglia di conoscere, di scavare nei meandri più sporchi dell’animo umano per leggere questo libro che non ha alcuna intenzione di attirare a sè “cacciatori dello splatter”, bensì di dare crude testimonianze del Vero Mostro che si può trovare sotto il letto.

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Sinossi

I serial killer hanno un impatto devastante sulla società.

Eppure, le probabilità di venire uccisi da un serial killer sono infinitesimali. Uno studio del 2013 condotto dallo United Nation Office of Drugs and Crime (UNODC) le stimava attorno allo 0,00039%.

Il dato è riferito agli Stati Uniti.

Considerando che in Italia i serial killer sono molti meno (anche percentualmente in rapporto alla popolazione) si può stare relativamente tranquilli sul fronte degli assassini seriali.

E allora perché questo tipo di omicida ha così larga eco, tanto da garantire fiction sempre nuove, romanzi e, come in questo caso, saggi?

I mostri hanno le chiavi di casa

La casa è il luogo sicuro per eccellenza. O almeno è così nell’immaginario collettivo, nella pubblicità, in molte serie tv.

A volte, le loro abitazioni sono talmente normali da risultare noiose; altre volte si possono rivelare vere e proprie case degli orrori.

In questo libro, l’autrice, giornalista e criminologa, prende in esame alcuni serial killer e i luoghi che hanno abitato per comprendere come la casa sia stata importante anche, e soprattutto, per garantirsi una facciata di normalità che spesso, unita a pregiudizi razziali o sociali, ha fatto sì che diversi criminali rimanessero impuniti per molto tempo.

Titolo: Le case dei serial  killer
Autore: Cristina Brondoni
Edizione: Clownbianco, 2022