Romanzo di crinale di Silvano Scaruffi

recensione di Gianna Ferro

Romanzo di crinale è il nuovo libro di Silvano Scaruffi, edito dalla Neo Edizioni nel 2024, per la Collana Jena.

Di cosa tratta Romanzo di crinale?

Racconta le vicende quotidiane di personaggi strambalati e alquanto buffi, che prendono vita in un piccolo paese dell’entroterra dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Il crinale, come linea continua della sommità di un sistema montuoso, fa da spartiacque tra il loro piccolo mondo, fermo e inerte, e il resto del territorio in continua evoluzione.

“C’è un gruppo di case, ammucchiato su un rivone, streminato lassù dalla mano di un seminatore distratto. E intorno, monti a raggiera. Un ghippo appenninico dove l’aria sa di frontiera, la terra di colonizzazione, le persone di deriva.”

Irriverenti, simpatici e schietti i protagonisti del romanzo, che si esprimono in un dialetto informale rendendoli ancora più veri. C’è Bunga che va in giro con un vaso, in cui custodisce un verme di nome Bunga, che venera come una divinità e guai a chi lo tocca, che ha un canarino di nome Bunga e una gatta di nome Bunga.

Ogni giorno si reca al bar del piccolo paese, gestito da Bosco, dove incontra Romma e Burasca, sempre ubriachi e parecchio allucinati. C’è Ginesio, sposato con Viola, che si addormenta sotto a un ciliegio e crede di sognare tutto quello che deve ancora succedere.

“Stava lì, appoggiato al ciliegio, stenco come un baccalà, le mani in tasca. Schiena e testa al tronco, gambe avanti e piedi puntati nell’erba. Stava lì da un pezzo, un bel po’ di ore, fermo immobile, respirava appena, ogni tanto russava, ma piano, come non volesse disturbare il mondo distorto che gli si agitava in testa, che infestava il sonno.”

Poi è arrivata la SIO, una società che sta costruendo un misterioso Parko, e non si sa cosa comporterà tutto questo. Anche Bertò non riesce a capire cosa vogliano dire i loro depliant. Ai primi espropri, iniziano le assillanti telefonate al centro servizi da parte di Freva della Valla, perchè lamenta continue scosse risalire da sotto la sua casa.

“Il telefono strillava esasperato nella stanza vuota, orfana di vita, priva di un essere senziente che desse sollievo a quel macchinario trillante scostando la cornetta. Il telefono guaiva, nessuno rispondeva, lui supplicava, niente. Gli squilli si susseguivano in ondate di suono compresso accanto all’apparecchio e via via decompresse tanto che il trillo si allargava nella stanza. I mobili, le stoviglie, le mura stesse della casa, tutti inabili a quietare quel lamento. Oltre il corridoio buio, la porta appena scostata, il vuoto si allargava, e dopo il ballatoio, due rampe di scale si perdevano nel buio più sotto. “

Altri personaggi strani e goffi alimentano le giornate del paese, disegnando vicende alquanto surreali.

Cosa faranno allora gli abitanti del piccolo borgo montanaro, i cui ritmi quotidiani scorrono sempre uguali? Accetteranno i cambiamenti?

“Rimane il fatto che il Parko, che è poi questo territorio, esiste perché esistono le persone, le loro storie, le cose che hanno vissuto e hanno da raccontare. Mica per i fischi delle marmotte. Bisognerebbe poi anche tenere in conto che noi che ci viviamo, qua, non siam mica “tutti quelli che passano’”. È inutile star lì a ridire che manca il lavoro, mancano le strade, mancano i servizi, manca questo e quello. Ormai l’abbiamo capita ʼsta fola: qua ci manca tutto. Ma a noi, può poi anche darsi che non ci serva niente”

Perchè leggere Romanzo di crinale?

Il romanzo di Silvano Scaruffi porta alla luce una realtà spesso invisibile, ma radicata, protetta da chi crede ancora al senso di appartenenza ad una comunità. Territori distanti dalla frenetica vita cittadina, i cui abitanti non sentono il bisogno di varcarne i confini.

Romanzo di crinale esplora un mondo in cui sentimenti, memoria e limiti scandiscono i giorni di una popolazione che va tutelata, oltre il progresso e lo sviluppo del proprio territorio, perchè sono le nostre radici, la nostra storia.

Le vicende bizzarre di personaggi molto bene caratterizzati, si intrecciano e si scontrano, ma il loro essere resta semplice e genuino.

Un concentrato di storie “sfrantumate”, come dice lo stesso autore, in cui il legame ancestrale con la propria terra può essere sgretolato inaspettatamente da forze esterne. La luce che accende questa narrazione è che niente e nessuno può portare via l’identità a persone e a luoghi.

È un libro sicuramente originale, che non si scopre subito, ma ti costringe ad arrivare all’ultima riga per indurti a pensare e a riflettere.

Link di acquisto: https://www.amazon.it/Romanzo-crinale-Silvano-Scaruffi/dp/B0CLHMXFRJ

Sinossi

Strambi figuri abitano un piccolo paese dell’Appennino più remoto. C’è Bunga che va in giro con un verme dentro un vaso di vetro dicendo che quello è il capostipite della famiglia, e guai a chi lo tocca, c’è Brasco che tiene il bar, e Romma e Burasca che del bar sono frequentatori assidui. Poi c’è la Viola che ha sposato Ginasio e la Flora dei Verduga che osserva sempre Ginasio dormire sotto un ciliegio mentre sogna il futuro. Intanto è arrivata la SIO, la società che sta costruendo il Parko, i terreni vengono espropriati e dalle profondità arrivano misteriose scosse. E c’è Bestio, che sottoterra ci abita, e vede.

Un romanzo di crinale, terroso nella lingua e nell’impasto, e l‘oscuro progresso che investe una comunità scalcagnata, che in queste terre ha radici antiche e ci si aggrappa come le rocce alla montagna madre.

Titolo: Romanzo di crinale

Autore: Silvano Scaruffi

Editore: Neo. Edizioni, 2024