Olivia Denaro di Viola Ardone
Voce alle Donne
Recensione di Emma Fenu

Olivia Denaro è un romanzo di Viola Ardone edito da Einaudi nel 2021.
Di cosa tratta Olivia Denaro?
Questa storia è ispirata a quella di Franca Viola, una ragazza della provincia di Trapani che denunciò il suo stupratore invece di ricorrere al matrimonio riparatore, come era consueto per la legge dell’epoca, negli anni Sessanta dello scorso secolo.
Ispirata ma non fedelmente riportata: del resto il nome della protagonista è l’anagramma di quello dell’autrice.
Un indizio significativo per farci capire che questa vicenda sarà raccontata in modo diverso, che la cronaca si sarebbe fatta romanzo di emozioni, relazioni non solo reportage di fatti e misfatti.
Olivia Denaro è una ragazzina che cresce in campagna, bruna, spettinata, ossuta, dalla bocca sottile e gli occhi come due olive.
Le piace correre a scattafiato, inventare storie con la forma delle nuvole con l’amico Saro, imparare parole nuove dal vocabolario e farsi domande. Ha opinioni: è favorevole o non favorevole a ciò che vede e sente, e sa che essere donne è duro:
“La donna è come la brocca, chi la rompe se la piglia”,
le ripete sua madre, di origini calabresi.
Qual è il destino di una femmina?
Stare a casa, uscire poco per non dar adito alle chiacchere delle maleforbici e, se proprio è opportuno lasciare l’abitazione, non farlo da sola e di sera, tenere gli occhi bassi, camminare a passo rapido, non sorridere.
Perchè basta un sorriso a formulare un sì.
Sì a cosa? A tutto: sono un oggetto, prendimi, rompimi, usami, fecondami, picchiami, umiliami, cacciami, imponimi il silenzio, l’obbedienza, la legge della violenza. Quando vuoi amami, perchè ti appartengo, non ti serve il mio desiderio, il mio piacere, la mia libera scelta.
Un uomo mette gli occhi su Olivia, e lei, fanciulla in bocciolo, ancora prima di essere sviluppata, se ne sente lunsingata: la emoziona sentirsi per la prima volta bella.
Questo non è un sì.
Olivia accetta da lui uno spicchio d’arancia, poi corre via.
Questo non è un sì.
Olivia balla con lui per un paio di minuti alla festa in piazza.
Questo non è un sì.
Olivia viene rapita e condotta piangente in un casolare.
Questo non è un sì.
Olivia invoca la sua carciera di essere liberata.
Questo non è un sì.
Olivia accetta dopo giorni di cibarsi.
Questo non è un sì.
Olivia resta immobile mentre lui le trafigge il ventre. Sussurra solo di no.
Questo non è un sì. Ma la brocca è rotta.
Eppure Olivia non vuole sposarsi, si ribella e i genitori la sostengono.
La madre la ha cresciuta nel maschilismo, senza mai rispondere alle insinuazioni per non perdere le commesse come sarta, le ha inculcato molte regole affinchè diventasse una brava e rispettata moglie, con una vita agiata, il rispetto del paese e una nidiata di figli maschi, senza doversi spaccare la schiena per la fatica.
Per questo le ha fatto smettere di frequentare la scuola magistrale, in cui si distingueva per bravura, per questo inizialmente voleva darla in sposa e fare la “paciata”, ossia una sorta di fidanzamento ufficiale dopo la “fuitina”. Voleva per Olivia il meglio, quello che lei aveva desiderato, quello che la cultura patriarcale le aveva instillato.
Ma in questo romanzo di formazione, grazie a una cambiano tutte e tutti. Olivia Denaro è la prima noce nel sacco e anche da sola riesce a far rumore, ma è solo l’inizio.
Il padre è l’eroe del romanzo, quello che sta in silenzio o dice “grazie, non preferisco”, quello che non ricorre alla lupara, ma all’abbraccio, al sostegno, alla presenza in aula in un processo contro la sua bambina che per una legge assurda deve difendersi: la vittima ha il dovere di giustificarsi di assensi mai pronunciati, il carnefice no: lui è passionale.
Passionale come i colpevoli di Femminicidio.
Questo non è amore.
Torniamo al padre di Olivia, colui che dice:
“se tu inciampi, io ti sostengo.”
E in queste poche parole c’è lo struggimento di un amore sano che lascia liberi, che accompagna senza spingere nè trattenere, che rispetta tempi, opinioni, sogni. Che si mette contro tutti, contro il mondo, “mondo era, mondo è” perchè non sa se credere nel cambiamento, ma crede nella forza di resistere, di dire no.
Il no non è un sì. Mai.
Perché leggere Olivia Denaro?
Olivia Denaro è un romanzo molto intenso che procede in un climax irresistibile: se a metà percorso alcuni tratti sembrano ripetitivi e ridondanti, è nei capitoli finali che ci accorgiamo di conoscere questa famiglia come se avessimo mangiato pane latte e zucchero con loro a colazione e avessimo visto le stesse albe e le vissute le stesse notti insonni, fino a festeggiare non una storia, ma la Storia.
E a quella Storia, di cui leggerete, brindo anche io, in onore di quante furono abusate, di quante dovettero tacere e morire, di quante ebbero il coraggio di denunciare e battersi per una riforma e più riforme, di quante oggi sono dimenticate o irrise, di quante ci hanno donato una legge per cui siamo persone e non oggetti.
E questo è un sì.
Link d’acquisto
Sinossi
La colpa e il desiderio di essere liberi in un romanzo di struggente bellezza.
«Io non lo so se sono favorevole al matrimonio. Per questo in strada vado sempre di corsa: il respiro dei maschi è come il soffio di un mantice che ha mani e può arrivare a toccare le carni».
Dopo “Il treno dei bambini”, Viola Ardone torna con un’intensa storia di formazione. Quella di una ragazza che vuole essere libera in un’epoca in cui nascere donna è una condanna.
Un personaggio femminile incantevole, che è impossibile non amare. Un rapporto fra padre e figlia osservato con una delicatezza e una profondità che commuovono.






