Génie la matta di Inès Cagnati
Voce alle Donne
Recensione di Emma Fenu

Génie la matta è un romanzo di Inès Cagnati scritto nel 1976 e riedito da Adelphi nel 2022.
Di cosa tratta Génie la matta?
Non la chiamavano semplicemente Génie ma nemmeno “signora”: per tutti era la Génie la matta. A raccontarci di lei è sua figlia Marie, attingendo a ricordi di infanzia e adolescenza.
Génie lavora duro per le campagne, portando dietro un sacco di iuta.
Non c’è nulla si rifiuta di fare, dalla raccolta della legna, alla vendemmia, alla semina, alla mungitura, fino all’uccisione del maiale e alla raccolta del sangue.
E mentre gli altri riposano, per lei non è mai tempo di sonno, caldo o freddo, e in quel tempo del silenzio fa quanto le viene ordinato, perfino annegare i gattini indesiderati di una cucciolata.
Génie non è matta: ha la faccia vuota e gli occhi azzurri come buchi senza emozioni, semplicemente non fa conversazione, si tiene in disparte, vive in una casa nel bosco, in povertà, con la piccola Marie, la voce narrante della nostra storia.
Marie che le corre dietro con le gambette ancora incerte o che la aspetta alzata fino a notte, quando rientra dalle case dove svolge le sue mansioni, Marie sempre felice di non essere stata abbandonata, di riavere la madre sfinita, che cuce a lume di candela le stoffe logore che vengono donate.
“Non starmi in mezzo ai piedi”; “Vai via di qui”; “Dormi”.
Queste sono le sole parole che la madre le rivolge, perchè la ama, ma Marie è figlia di uno stupro e la decisione di tenerla ha comportato che Génie venisse esclusa dalla famiglia, considerata colpevole.
Non si è sposata, si porta appresso una bastarda, fa lavori umili e non ha accettato nemmeno di farsi internare in manicomio, così da far obliare nel paese il suo nome, la sua nascita infausta.
E non c’è pena, se non da parte del nonno, nemmeno per la piccola Marie, totalmente ingenua e abusata, vittima mille volte, punita di essere nata, di respirare, di crescere, contaminata dalla violenza esercitata verso i deboli e i puri: i bambini, le donne, gli animali.
Una storia di dolore assoluto, di infanzia terribile, di degrado morale, di vergogna agli occhi degli uomini e di un Dio, se un Dio c’è in queste terre abbandonate, senza luce, dove la pioggia è pianto e a volte la siccità è la condanna della terra.
Perché leggere Génie la matta?
Un libro breve, con uno stile autoptico, che racconta senza giudizio, senza enfasi di dolore e rabbia.
C’è assuefazione al male che si riceve, alla sofferenza che si sopporta, al destino che altri disegnano.
E lo struggimento del lettore gronda sangue, sporcando pagine bianche e nere, pagine di fatti in successione: mentre la guerra uccide i soldati e i bombardati, il male non si ferma ad aspettare.
La morte non ha compassione nemmeno di una mucca, di un bimbo, di una creatura che non ha avuto altro che insulti.
Link d’acquisto
https://www.amazon.it/G%C3%A9nie-matta-In%C3%A8s-Cagnati/dp/8845936562
Sinossi
Questo romanzo è la storia dell’amore, lancinante e assoluto, di una figlia, Marie, nata da uno stupro, per la madre, Eugénie detta Génie, che, ripudiata dalla famiglia e respinta dalla comunità dopo che ha generato una bastarda, si è murata nel silenzio e nella lontananza.
Una madre che sa dirle soltanto: «Non starmi sempre tra i piedi», che raramente la abbraccia; una che tutti, in paese, bollano come matta e sfruttano facendola lavorare nei campi e nelle fattorie in cambio di un po’ di frutta, di un pezzo di carne.
Ma l’amore di Marie è impavido, indefettibile – va oltre il tempo.
Con una scrittura di assoluto nitore, laconica e bruciante, a tratti intensamente lirica, Cagnati ci racconta una vicenda in cui, sullo sfondo di una terra aspra e inclemente, si intrecciano brutalità e tenerezza, strazio e rancore, lutto e incantamento, riuscendo a raggiungere un’essenzialità trasognata che sembra dissolvere la tragicità degli eventi.
Titolo: Génie la matta
Autore: Inès Cagnati
Edizione: Adelphi, ristampa 2022






