Intervista a Giuseppina Carta, autrice de Il Cuore non si ferma a pensare
Voce alle Donne
Intervista a cura di Emma Fenu

Giuseppina Carta è nata a Ardauli e vive a Siniscola, in Sardegna. In lei si fondono la donna di cuore e l’artista poliedrica, la creatura gentile che sa, però, indignarsi davanti alle ingiustizie.
Oltre a scrivere note sillogi di poesie e esprimersi in pittura e arte, porta avanti una meravigliosa rubrica su Radio Olbia Web in cui intervista scrittori in merito ai loro libri.
Oggi è nostra gradita e affezionata ospite per rispondere ad alcune domande su se stessa e sulla sua ultima e stupenda opera poetica, Il Cuore non si ferma a pensare, edita da CTL nel 2025.
Benvenuta cara Giuseppina.
Chi sei tu? Sei Donna, sarda, poetessa, artista, moglie, madre, nonna: cosa ho dimenticato?
Grazie dell’invito, Emma.
La mia identità è una tela vivente, ognuno giorno può avere colori diversi.
Non c’è un solo modo per essere donna, io sono tutte queste cose una miscela di creatività e di sentimenti. Hai dimenticato di dire che sono una sognatrice. Sono i sogni che spingono verso nuove esplorazioni.
Una sognatrice con i piedi per terra.
Cosa è per te la poesia? Illusione, speranza, consolazione o rivoluzione?
Cos’è la poesia? Escludo subito che sia illusione.
È speranza, è consolazione, è anche Rivoluzione.
È denudarsi, è perdersi in un viaggio ascoltando la potenza dei sogni e il fiume della malinconia.
Nella tua silloge, Il Cuore non si ferma a pensare, si parla di guerra, macerie, perdizione.
Ma la rinascita, senza negare il dolore, si insinua nelle pieghe del verso. Cosa è per te rinascere? Quanto la fede in Dio ha influito sulla tua opera?
Rinascere è la forza di riemergere malgrado la sofferenza, è il momento in cui malgrado guerre, macerie, diventa un varco di speranza e di conforto senza negare il dolore ma aiuta ad attraversarlo.
Cosa è per te l’amore universale? Esiste?
La nostra vita non ha senso se non cerchiamo un contatto con l’essenza, con la ricerca del senso della vita.
Io sono credente ma non praticante. Penso che il rispetto delle diversità ci permettono di abbracciare ricchezze utili per una crescita collettiva indipendentemente dal credo religioso o culturale.
Purtroppo non è così. In questo momento mi viene una frase del Vangelo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso” .
L’amore universale è solo un concetto, non è un valore fondamentale.
Come vediamo guardandoci intorno vedo l’utopia dell’amore universale a causa delle logiche di potenza e supremazia.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Si, ci sono dei progetti futuri, nella mente sono tanti. Ciò che importa è l’oggi, poi si vedrà.
Grazie Giuseppina, vuoi salutare i lettori riportando una tua poesia?
Grazie Emma per questa intervista, un abbraccio ai lettori a cui dedico una poesia tratta dalla mia nuova opera Il Cuore non si ferma a pensare.
IL DONO DI UN ATTIMOSe solo fossimo stati capacidi accarezzare la solitudine l’uno dell’altraavremmo sentito amoretra lo squarcio delle ferite,se fossimo stati capaci di condividere empatiaavremo ascoltato musica.Se solo avessimo capitol’importanza del temposmarritone avremo strappato anche un solo attimo per donarlo.Tra l’indifferenza il silenzio aleggia,si sente solo il ronxio una mosca.
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Sinossi
C’è un filo sottile che unisce tutte le poesie di questa raccolta: il silenzio.
Un silenzio che non è vuoto, ma grembo. È lo spazio dovele voci più profonde, quelle della coscienza e della memoria, trovano la forza di emergere e di farsi parola.
La voce poetica che incontriamo in queste pagine si muove tra estremi: la fragilità e la resistenza, l’illusione e la disillusione, la perdita e la rinascita.
Ogni componimento diventa un varco, un frammento di verità che cerca di opporsi alla dispersione e all’oblio di un mondo sempre più dominato da algoritmi, connessioni vuote, assuefazioni silenziose.






