“L’ha scritto lei, ma…” di Jonny L. Bertolio
Voce alle donne
recensione di Emma Fenu

“L’ha scritto lei, ma…” è un saggio di Jonny L. Bertolio edito da Tlon nel 2026.
Di cosa tratta “L’ha scritto lei, ma…” ?
Ricordate i tempi delle scuole superiori? Le pagine studiate per conseguire l’esame di stato? E perfino quelle dei concorsi che ti riassumono 1000 anni in 50 pagine?
Bene, non sta per iniziare un’interrogazione, sedetevi comodi.
Sicuramente vi verranno in mente nomi di autori, forse più italiani (ci limitiamo a un ambito più ristretto). E le autrici?
-Grazia Deledda! Bravi e poi…
-Ada Negri.
-Elsa Morante, ehm, Jo March?
-Ennie Ernaux, Sibilla Aleramo, Alda Merini, Michela Murgia, Michela Mazzucc…
Un’attimo: avete letto a scuola queste autrici? A scuola, intendo, non all’Università di Lettere con il monografico sulle scrittrici…
-No. A scuola nooooo
(reale discussione all’interno di un mio corso di scrittura creativa)
Oltre a esplicitare l’ovvio, ossia la mancanza di opere di Donne nelle antologie scolastiche, questo saggio si chiede il perchè, ispirandosi al bellissimo testo di Joanna Russ, tale assenza sia stata normalizzata in ambito letterario, rendendo il materiale di studio incompleto e sessista.
E allora bisogna andare a ritroso di una matassa che attraversa secoli, ideologie, movimenti culturali e decisioni politiche che hanno influito sul canone, ossia sul patrimonio di opere selezionate come fondamentali, un canone non divino, squisitamente umano e potete metterci la mano sopra senza scottarvi.
Cosa è opportuno insegnare? Cosa è necessario che i giovani imparino? Come possono sviluppare un pensiero critico autonomo se il canone stesso è un falso storico?
Perchè leggere L’ha scritto lei…ma…?
Il tema è davvero sapido e profondo, il lavoro di ricerca è accurato, eppure il saggio è divulgativo e accattivante. Ci spiega chi e perché deve essere ignorato e condannato alla damnatio memoriae.
Paura delle donne fuori dai canoni?
Definite pazze, isteriche, suicide, streghe, lesbiche e puttane? Anche grasse e brutte, aggiungerei dato il contesto dell’ultimo Premio Strega.
Incredulità, dato che solo alcune eccezioni si elevano dal genere femminile, destinato alle piccole e semplici cose?
Comodità, dato che il programma è vasto e sono 27 gli anni in cui in un tema di maturità viene fuori una scrittrice?
E se è vero che le femministe dovrebbero essere impegnate in altre questioni che gravano sulle donne (non ne faccio un elenco perché potrebbe diventare un canone) perché dovrebbero disdegnare di dare voce alle donne messe a tacere, anche le scrittrici, brave come tutti e emarginate come tutte?
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Sinossi
«Le scrittrici non ci sono state», «non erano abbastanza brave», «non si studiano perché non c’è tempo»: le stesse giustificazioni ritornano ovunque, come fossero verità indiscutibili. Studiare Vittoria Colonna o Gaspara Stampa senza aver letto Pietro Bembo e Petrarca sarebbe impensabile. Il contrario, invece, si fa tranquillamente.
Muovendosi tra filologia, storia della scuola e studi femministi e postcoloniali, Johnny L. Bertolio mostra come il canone della letteratura italiana sia il risultato di scelte culturali, politiche e di genere: un impianto costruito nell’Ottocento – maschile, patriottico e coloniale –, consolidato poi nei manuali e nelle pratiche didattiche.
Il ritornello «l’ha scritto lei, ma…», ispirato a Joanna Russ, diventa così la formula che riassume la continua svalutazione delle scritture delle donne. Senza proporre demolizioni indiscriminate, Bertolio recupera nomi rimossi e opere cancellate, decostruendo miti e pseudo-argomenti alla base dell’esclusione. Un libro per capire cosa non ci è stato dato da leggere – e perché.
Prefazione di Maura Gancitano
Titolo: “L’ha scritto lei…ma”
Autore: Jonny L. Bertolio
Edizione: Tlon, 2026






