Alfabeto Quotidiano – di Dacia Maraini

Alfabeto Quotidiano – di Dacia Maraini

Alfabeto Quotidiano –

di Dacia Maraini con Gioconda Marinelli

Recensione di Pier Bruno Cosso

L’Alfabeto Quotidiano di Dacia Maraini con Gioconda Marinelli (Marlin editore 2021) non è un libro: è una serata con due amiche speciali. L’occasione ideale per godersi un bel tè nel salotto buono, fuori dal quotidiano.

Aprire il libro è come varcare la loro porta di casa per esserne ammesso. Dalla prima lettera della prima pagina hai la sensazione di entrarci in punti di piedi.

Portoncino spalancato, sorriso che ti accoglie, e il tuo saluto composto, perché non vuoi intaccare la magia di due menti acute di letteratura che conversano amabilmente.

Entri, e ti siedi in pizzo alla poltrona di lato, al confine sfumato di un cono d’ombra. Un sospiro profondo perché sei entrato dentro un libro. Hai già dimenticato che sono solo pagine scritte; ormai ti sei introdotto nel regno delle parole. Adesso sono le parole che portano doni: lettere, dialoghi, emozioni. Parlano davanti a te, ma forse stanno parlando solo per te. E tu dispieghi le tue ali e voli con loro.

Non è importante sapere la destinazione, è importante sapersi affidare per seguirle. Trovi il loro incanto, che diventa il tuo incanto.

Lasciati sorprendere, avrai la possibilità di meravigliarti davanti a tutto ciò che attraverserai.

Confermo: Alfabeto Quotidiano non è un libro, è un incontro a tre. Dacia Maraini, Gioconda Marinelli e tu, virtuale-reale, che viaggiate nello spazio infinito della letteratura, e della vita. O meglio, di come la letteratura vedrebbe la vita, se fosse un personaggio.

Parole, immaginario, parole, realtà cruda, lettere, storie di vita, parole, ferite e traguardi. Parole. Le parole su tutto perché con le parole succede tutto e si esprime tutto. E Dacia Maraini e Gioconda Marinelli lo mostrano con sorprendente semplicità nell’Alfabeto Quotidiano.

Con sorprendente semplicità, perché come dice Dacia Maraini:

La semplicità è il massimo della complicazione.

Ormai sei dentro le pagine. Dentro la giostra dei vocaboli delle idee. Gioconda Marinelli scandaglia per Dacia Maraini l’intero alfabeto. E per ogni lettera trova parole che possano farla uscire allo scoperto. E lei spesso lo fa con slanci di generosità, mentre altre volte rinuncia a sorprenderti con l’effetto scenico per sussurrati che lei è una donna normale. E una donna normale non deve cercare l’effetto a tutti i costi. Una donna normale ha le sue timidezze, le sue soddisfazioni e le sue battaglie. Così, semplicemente, con quella sua complicata semplicità, di qualunque donna che combatte.

Per noi, che la conosciamo dai suo libri, troviamo un ritratto altrettanto autentico, ma più immediato. Senza doverla scovare nei suoi personaggi e nelle sue storie. Autentica, normale, terrestre, ma per noi ancora più mito.

E lei quando l’altra autrice le propone la parola Mito, risponde evitando di riflettersi:

Qualcosa o qualcuno intorno a cui si coagulano delle emozioni.

E resti folgorato, un po’ lì a pensare. Passi in rassegna i tuoi miti, lei compresa, e ti accorgi che quella definizione semplice spiega tante cose complicate.

Poi arriva la lettera F,  con la parola Fragilità,  e la scrittrice sfodera tutto il coraggio di sentirsi fragile:

Come si fa a non sentirsi fragili? Siamo un granuccio di vita in un universo vorticante che si precipita vertiginosamente verso chissà dove.

Per l’Alfabeto Quotidiano la stazione successiva è alla lettera H, con la parola Humor, a cui  risponde:

Do la precedenza a quelle italiane, se c’è l’equivalente naturalmente, altrimenti va bene quella straniera. Ma l’uso che si fa normalmente delle parole straniere è ridicolo e dimostra un servilismo linguistico poco dignitoso. In questo caso comunque capisco che siamo alla lettera H, perciò diciamo pure humor.

Ecco! Giusto, corretto, efficace. Scatto in piedi per applaudire e quasi rovescio la mia tazza da tè. Ma loro per non mettermi in imbarazzo fanno finta di non badarci, per rispetto. Tanto era tutto immaginario, ma loro sono davvero due persone speciali che sanno bene quale sia il valore del rispetto.

E se questo valore aleggia per tutta l’intervista, alla lettera R trabocca come una torta con troppo lievito:

I mafiosi il rispetto te lo impongono, e con la paura. Ma quello non è rispetto, è ricatto e fifa. Mentre il rispetto che dico io nasce dalla volontà di conoscenza del diverso da sé, e dal riconoscimento dei valori altrui.

Ancora, la mia reazione sarebbe quella di saltare in piedi per un altro applauso. Ma in un salotto buono, con due persone così, non fa. Controllo, educazione, come loro.

Il problema è restare composto, perché le risposte così folgoranti e le definizioni attinte dal pozzo profondo del sapere sono tante.

Non si risparmia neppure nelle parole che le emozioni le rovesciano. Alla lettera S, con la parola Suicidio, che come un cecchino ha colpito tanto negli ambienti letterari, risponde con filo di voce:

Chi scrive di solito è dotato di una sensibilità da scorticata viva. A volte non ce la fa a resistere e preferisce darsi la morte.

Pausa. Silenzio, rispetto. Ci vuole un attimo per assorbire tutto.

Poi vedo Dacia Maraini infervorarsi, solo un po’, e indispettirsi, ma tanto, quando l’Alfabeto Quotidiano si butta in picchiata sui temi di genere.

Per la lettera P, come Prostituzione, si risponde:

Una stortura della sessualità maschile.

Ma subito ancora di più al centro del problema, senza armatura, con la parola Pensiero:

La convenzione vuole che l’uomo sia pensiero e la donna corpo. Proviamo a rovesciare le cose, vedrà che gli uomini si offendono.

Chiudo questi commenti con la parola Offendono. Considerando che si offenderanno solo gli uomini che, le donne, le offendono. Allora è giusto, gira pagina, cambia lettera e riprendi il giro. E nel prossimo Alfabeto Quotidiano vorrei che Dacia Maraini con Gioconda Marinelli non si debbano più fermare alle stazioni dove il rispetto per le donne viaggia su un binario morto.

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SINOSSI:

Frutto di una lunga amicizia, questo libro raccoglie il testo di un’ampia conversazione tra la scrittrice e Gioconda Marinelli sui più svariati argomenti, da quelli quotidiani alle passioni e alle battaglie di una vita, presentati in ordine alfabetico. Né mancano temi scottanti e attuali come l’inquinamento e la terribile pandemia.

La Maraini si racconta senza remore e parla di sentimenti, valori, emozioni, piccole debolezze, certezze, abitudini ed esperienze. Dalla conversazione emergono gli interrogativi che appartengono alla nostra vita, sull’amore, la sofferenza, la violenza, la morte.

Le domande della Marinelli si susseguono incalzanti e le risposte e le considerazioni sono sicure, rapide, sempre sincere, mai elusive. Il libro si può leggere ad apertura di pagina, ricavandone insegnamenti e materia di riflessioni, facendoci conoscere i pensieri più reconditi e i moti dell’anima della grande scrittrice, partendo dal presupposto di “non avere niente nella propria vita di cui non si possa parlare pubblicamente”.

Titolo: Alfabeto Quotidiano
Autore: Dacia Maraini con Gioconda Marinelli
Edizione: Marlin ed. Cava de’ Tirreni (2021)

 

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