L’orchestra rubata di Hitler – di Silvia Montemurro

L’orchestra rubata di Hitler – di Silvia Montemurro

L’orchestra rubata di Hitler – di Silvia Montemurro

recensione di Emma Fenu

l'orchestra rubata

 

L’orchestra rubata di Hitler è un romanzo di Silvia Montemurro edito da Salani nel 2021.

Sono gli anni della Seconda Guerra Mondiale, a Berlino.

Due donne non si conoscono, eppure hanno molto in comune, tanto da rischiare la vita una per l’altra e l’altra per ciò che le lega.

Procediamo con ordine.

Adele è una ragazzina ribelle che vive in una fattoria delle Marche, ha per migliore amica un’oca e si logora in un rapporto conflittuale, ma di grande amore, con la sorellina e la madre.

Deciderà di partire a seguito dello zio, anche quest’ultimo italiano, e di sua moglie, tedesca, alla volta di Berlino per diventare una grande violinsta: lo strumento lo ha già: per un caso fortuito, o per un destino che riconduce esseri affini, ha ricevuto, senza conoscerne il valore, un raro esemplare di un Guarnieri del Gesù.

E poi c’è Elsa, tedesca, capelli rossi, occhi verdi, sposata ad un intellettuale più anziano di lei di vent’anni.

Entrambe sono violiniste. Ma non solo: entrambe conoscono la diversità, il senso di solitudine e di alienazione, l’assenza di una vera amica.
Ed entrambe esistono se suonano.

Ma Adele è ebrea e Elsa è contraria al nazismo e questa sua forza la porterà a non rinnegare se stessa nemmeno davanti ad Hitler, il mostro colpevole, fra le moltre atrocità, di aver trafugato strumenti musicali e spartiti di tutti gli ebrei d’Europa.

Se si ruba uno strumento, si menoma l’anima del musicista.

Se si ruba la musica si commette omicidio.

Se si ruba la musica, si deturpa la scintilla del divino che è in ogni donna e in ogni uomo.

Si può vivere per la musica, per fondersi con note, vibrazioni, ricordi e storie.

Si può vivere per la musica che non conosce i limiti dgli idiomi, salvata e benedetta dopo la Torre di Babele affinché fosse canale di emozioni comuni, senza discrminazioni.

E per la musica si può morire.

Come si può morire d’amore.

L’orchestra rubata di Hitler è un romanzo che si basa su fatti storici reali, costruendo con talento e minuzia una storia verosimile che si fa leggere e ascoltare, che fa sorridere e piangere, gioire e indignare.

In platea ci siamo tutti. Che la musica inizi.

 

Link d’acquisto

https://www.salani.it/libri/lorchestra-rubata-di-hitler-9788831007474

Sinossi

Berlino, anni Trenta.

A Elsa hanno sempre chiesto di obbedire, di fare prima la brava bambina, poi la perfetta moglie tedesca.

Intorno a lei, molte donne hanno fatto lo stesso, pronte a servire il Reich accanto ai loro uomini invincibili. Ma l’equilibrio fragile sul quale è costruita la sua vita sta per spezzarsi: suo marito Heinrich, ufficiale delle SS, ha ricevuto un importante incarico segreto, e per la prima volta non è disposto a parlarne con lei.

Per scoprire di cosa si tratta, una sera lo segue di nascosto, lo vede entrare in un appartamento, parlare con un superiore, infine trafugare la custodia di un violino.

Non un violino qualunque: un Guarneri del Gesù, uno dei pochi esistenti, dal valore inestimabile.

Ma Elsa vede anche un’altra cosa: la foto della ragazza che possedeva quello strumento, nei cui occhi riconosce una sofferenza comune. Decide così di cercarla, a qualunque costo, anche se questo significherà mettersi in grave pericolo e gridare la sua voglia di libertà in faccia all’uomo più pericoloso che il Novecento abbia conosciuto.

Riportando alla luce uno dei crimini meno noti della storia nazista, Silvia Montemurro, ne L’orchestra rubata di Hitler, compone e dirige un’opera a due voci, quelle di due donne divise dalla Storia e unite dalla musica.

Titolo: L’orchestra rubata di Hitler
Autore: Silvia Montemurro
Edizione: Salani, 2021

 

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