L’ultima stanza – di Marina Zinzani e Sonia Scarpante

L’ultima stanza – di Marina Zinzani e Sonia Scarpante

L’ultima stanza – di Marina Zinzani e Sonia Scarpante

Recensione di Serena Savarelli

L'ultima stanza

 

L’ultima stanza è un romanzo scritto da Marina Zinzani e Sonia Scarpante. È un vero e proprio oncentrato di storie, ognuna delle quali, un giorno, decide di condividersi con le altre attraverso la rittura.

Ciò che nasce da questa narrazione, a voce alta, è un intersecarsi di vite diverse, di nodi ingarbugliati e di emozioni contrastanti.

“Se sono qui oggi con voi è per dirvi che anche le esperienze più dolorose e difficili possono aprire varchi inimmaginabili, permettendoci di raggiungere grandi mete.
Il dolore mi ha cambiata e in meglio. Ho voluto attraversarlo per trasformarlo in positività, in sogni realizzabili.”

Angela è la direttrice d’orchestra che, con la parola e il suo esserci, il suo saper ascoltare e comprendere empaticamente, dirige i tanti suoni passati e presenti; il suo scopo è armonizzare le dissonanze di ogni vissuto.

Angela è la protagonista, attorno alla quale tutto prende vita: le sensazioni dei suoi allievi, cosa riescono a raccontare delle loro vite che hanno perso l’equilibrio.
Ella è la scintilla che innesca, attraverso proposte e temi da affrontare, i sentimenti nascosti.

Un lavoro faticoso, quasi impossibile quando ci sono verità nascoste, che stentano a tornare in superficie. Angela è colei che attraversa gli altri, per scoprire sé stessa e le sue paure.
E chi sono gli altri? Vittoria, con le sue sconfitte e il perenne sentore di abbandono addosso; Jacopo, con i suoi sogni perduti e il suo senso di colpa; Camilla, con la paura di non essere una buona madre e con il suo dolore insormontabile; Nicola, con la sua inadeguatezza di fronte all’evidenza.

“Quattro persone in attesa, e l’esterno della villa che prendeva tutta la loro attenzione.”

Tutti, Angela compresa, sono speranzosi di intraprendere un corso che, pur non sapendolo subito, si rivelerà un percorso, attraverso il quale poter aprire il cuore, come mai, nessuno di loro, aveva fatto prima di quel momento.
Il viaggio più difficile è quello che attraversa la conoscenza interiore.

Dai primi istanti, qualcuno di loro inizia a sudare, altri hanno le palpitazioni e c’è chi fa fatica a lasciarsi andare dentro a quel foglio bianco che deve essere riempito con profonda sincerità. Angela è chiara: ognuno deve sentirsi libero di scrivere ciò che vuole, lontano dal pregiudizio e da qualsiasi giudizio.

Vittoria pensa che non deve preoccuparsi, se la sua mano stenta a mettersi a scrivere.

“Lettera a me stessa” e lei alla sua cucina, quella che ha dovuto lasciare, per tornare a casa di sua madre; mentre Camilla racconta delle sue candele, che hanno tutte una forma e un colore diverso. Tra queste ce n’è una che ha acceso sperando che andasse tutto bene, ma, alla fine, non era rimasto niente, né dentro di lei né al di fuori.

“A volte il rischio è di perder le persone accanto, quando il dolore per gli altri ci sommerge. Quel dolore credo vada attraversato. Questo è un nodo che proveremo a sciogliere assieme, Camilla.”

Angela possiede le parole giuste per ognuno di loro. Dopo le loro letture, focalizza i concetti importanti, quelli che incitano a riflettere e a incanalare un cambiamento nel cuore e nella mente.
Trascrive in un quaderno le frasi più importanti, quelle che vanno bene anche alla sua vita.
Anche Nicola fa fatica a descrivere sé stesso, ma decide di condividere il suo scritto parlando di quella figlia che difficilmente accetta, così diversa, così lontano dal suo modo di vedere l’amore.
Eppure, sarebbe così semplice nella vita, basterebbe non adeguarsi alle aspettative altrui.
Jacopo di sé stesso ricorda solo la difficoltà di essere diviso fra due realtà, in quella sua vita che lo ha costretto a prendere una strada che non ha mai sentito vera.

Angela dà al gruppo un compito da svolgere a casa, prima dell’incontro successivo: scrivere qualcosa su “il viaggio”, inteso in qualsiasi delle sue forme e significati.
Ancora una volta, non tutti riescono a scrivere. Qualcuno di loro ricorda, ma andare avanti fa troppo male ed esternare quelle emozioni è ancora troppo presto.
Camilla ha nel cuore il suo viaggio a Bornio, quando il marito l’aveva messa di fronte alla realtà, quando ancora lei era immobile nel suo lutto, persa nella sua pancia vuota, aggrappata all’immaginario della sua bambina non più reale. Cambiare lo sguardo sul mondo e cambiare sé stessi sono due imprese impegnative e…

“che nessuna esperienza è interamente comprensibile se non ci troviamo a viverla in egual misura…Perché ogni storia di dolore meritava rispetto.”

Vittoria torna indietro nel tempo, al suo viaggio nella costiera amalfitana, dove, anche lei, era stata costretta a rinunciare a un sogno, a ricacciare indietro l’idea del suo ventre pieno e di un compagno fedele.
Angela rimane scossa dal racconto di Vittoria.

“Tutti cerchiamo di vivere la nostra esistenza sperando di superare tutte le avversità. Ma non è così.
Il dolore sedimenta. Apre voragini dentro di noi. E a volte crea solchi che compromettono anche la nostra salute. Il dolore dell’anima ha un suo forte peso.

E ricostruire su quel dolore richiede tempo, pazienza, forte determinazione. E la fiducia, poi? Come ricostruire quella fiducia che è venuta a
mancare verso un altro essere umano, per noi vitale?

Solo il tempo può lenire. Tu, io, noi tutti lo sappiamo. Solo il tempo.”

I giorni scorrono, come l’intercalarsi dei racconti “lettera a un genitore”, “lettera a uno sconosciuto”, “lettera al nodo” … parole, tante parole intrecciate ad animi travagliati.
Vittoria, Camilla, Jacopo e Nicola, ma soprattutto Angela che coordina la magia di quelle parole che diventa incontro di solitudini, di paure, di passi sbagliati, di rimorsi, di ferite e di dolori ancora irrisolti. Ma ciò che accomuna tutti è un immenso senso di colpa per segreti celati, vite incomprese e convinzioni errate.

Basta davvero raccontarsi per sciogliere tutti i nodi? È sufficiente imprimere nella carta un’emozione, un segreto custodito o un dettaglio taciuto per riprendere in mano le redini della propria vita? È di aiuto ascoltare le vite altrui e gettare lì semi diversi, con la speranza di veder germogliare il bello e il buono?

Angela dovrà ripercorrere il suo passato di bambina per dare le risposte a sé stessa e agli altri, mentre scopre che fa bene piangere, per liberarsi dalle catene delle incomprensioni costanti.

Di vero c’è anche questo: è indispensabile perdonarsi e saper perdonare, perché la verità ha molte facce e tutte le persone meritano di ricominciare a vivere, più serene e più leggere.
La condivisione sarà la rinascita della speranza, che intreccia storie, cambia i finali immaginati e ridà valore agli eventi. È davvero possibile ricominciare da capo, ma in modo diverso.

L’ultima stanza di Marina Zinzani e Sonia Scarpante è un romanzo che commuove, accompagna, porta a riflettere e fa venire voglia di ripercorrere anche la propria storia.

Esso insegna, attraverso le vite dei personaggi, ripercorse a ritroso, che la scrittura è terapeutica, approfondisce la conoscenza di sé stessi e aiuta a rialzarsi dalle cadute. I destini dei personaggi s’intrecciano creando così un giallo psicologico, nel quale i tanti significati dell’esistenza umana arrivano diretti al cuore del lettore.

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SINOSSI

Ci sono dei sensi di colpa che ognuno si porta dentro…

Questo pensa Angela, quando si trova di fronte alle storie di quattro persone che partecipano al suo corso di scrittura terapeutica.

Vittoria parla di un errore commesso sul luogo di lavoro, che ha cambiato la vita di molte persone; Camilla riesce, in un testo criptico, ad accennare ad un furto, forse il furto di un affetto; Nicola ricorda un amico come fosse ancora presente, di cui ha tradito un segreto; Jacopo sa che ha distrutto la vita di un uomo con la sua mediocrità.

Il pentimento è cosa difficile, quando non ci sono più gli interlocutori a cui rivolgersi. Questo è il dilemma dei quattro corsisti davanti ad Angela.
Ne L’ultima stanza racconteranno i loro segreti attraverso delle lettere, metodo che Angela ha creato per approfondire, condividere, aiutare. Ma anche per lei è giunto il momento di affrontare quel malessere sottile, che sfocia poi in crisi di panico, senza che ne capisca il motivo.

Dei ricordi legati alla sua infanzia in Sicilia si stanno risvegliando.

Titolo: L’ultima stanza
Autrici: Marina Zinzani, Sonia Scarpante
Editore: Gruppo Albatros Il Filo, 2018

 

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