Henriette Reniè: fede e arpa

Henriette Reniè: fede e arpa

Henriette Reniè: fede e arpa

a cura di Gianna Ferro

Rubrica Musicalfemminile

Reniè

Henriette Reniè (1875-1956) occupa un posto privilegiato fra quelli che hanno contribuito a rinnovare la tecnica esecutiva dell’arpa e ad ampliare il repertorio ad essa dedicato.

“L’arpa è lo strumento degli angeli: ascoltarla è come una carezza per l’anima.”

Figlia di un cantante, allievo di Rossini, scoprì l’arpa, lo strumento che le darà la fama, a soli 5 anni, in occasione di un concerto dato da Alphonse Hasselmans a Nizza, che in seguito diventerà il suo insegnante.

Non era permesso suonare l’arpa prima dell’età di otto anni, soprattutto perché, fisicamente, i piedi non avrebbero raggiunto i pedali, indispensabili. Ma suo padre, vedendola molto determinata sviluppò delle estensioni dei pedali apposta per lei.

I rapidi progressi la portano al Conservatorio di Parigi nella classe di Hasselmans: qui a undici anni consegue il Premier Prix di arpa all’unanimità della giuria.
Un’eccezione fu stata fatta per lei riguardo alle lezioni di armonia al Conservatorio, che normalmente non erano concesse agli studenti sotto i quattordici anni. I suoi professori: Théodore Dubois, Ambroise Thomas e Jules Massenet , notando il suo precoce talento, la incoraggiarono anche a comporre. Lei era abituata all’idea che le donne dovessero rimanere a casa ed era riluttante ad iniziare un’arte che fino ad allora era stata quasi totalmente di monopolio maschile.

Henriette Reniè iniziò ad insegnare presto, e dopo il suo successo presso il Conservatorio, studenti provenienti da tutta Parigi, molti dei quali più del doppio della sua età, arrivavano per vederla suonare.

In parallelo svolse una carriera di didatta ai margini del Conservatorio di Parigi, istituzione repubblicana poco incline ad accogliere un’insegnante apertamente cattolica e conservatrice.

I suoi quindici anni, durante i quali Henriette diede il suo primo recital da solista a Parigi, segnarono i suoi problemi, sempre più crescenti, con Hasselmans: i suoi genitori, infatti avevano omesso di elencarlo come direttore d’orchestra sui programmi. Henriette dovette ristampare a sue spese i programmi per placare il suo insegnante.

Tuttavia, la tensione tra di loro continuò. Hasselmans prese per sé tutti gli studenti professionali, lasciando a Henriette l’insegnamento di giovani donne d’elevata condizione sociale, che imparavano a suonare soltanto per aumentare le proprie condizioni culturali in vista di matrimoni. Di conseguenza, quando studenti motivati avvicinavano Henriette Reniè, spesso lei doveva dargli lezioni in segreto.

Col passare del tempo, Hasselmans rifiutò di raccomandarla a direttori come solista e diffuse segmenti dei suoi brani inediti nelle sue classi, senza darle alcun compenso. Tuttavia, Renié rimase fedele a lui. Henriette Renié formò arpisti di grande fama come Marcel Grandjany e Louise Charpentier.

Il 24 marzo 1901 esordì come compositrice e concertista sotto la direzione di Camille Chevillard con il proprio Concerto in Do min per arpa,concerto che aveva cominciato a comporre mentre era in Conservatorio, su consiglio di Dubois.

Ascolto :

Da allora in poi la giovane virtuosa impose l’arpa come immancabile strumento solista nei grandi concerti sinfonici francesi, ispirando altri compositori a scrivere per essa.
Nel 1903, compose un notevole brano per arpa chiamato Légende, ispirato al poema “Elfes” di Les Leconte de Lisle. Questo brano è ancora oggi considerato molto prestigioso e viene richiesto come obbligatorio in molti concorsi come il più importante per questo strumento.
Ascolto :

Henriette Renié, intanto, vorrebbe insegnare al Conservatorio in sostituzione del suo vecchio maestro Hasselmans; ne fece richiesta, ma l’istituzione repubblicana, che non era propensa ad accogliere un’insegnante di profonda e apertamente manifestata religiosità, assegnò la cattedra a Marcel Tournier. Si dice che Hasselmans sia morto proprio la notte dopo aver sentito che la sua ex allieva non sarebbe stata nominata.
Henriette, intanto, rifiutò d’insegnare all’École Normale de Musique, ma istituì nel 1914 il Concorso Internazionale Renié, dotato di un considerevole premio in denaro: concorso che nel corso degli anni fu onorato dalla presenza di grandi nomi come Salzedo, Ravel, Grandjany, Pierné.
Durante la prima guerra mondiale, Renié sopravvisse dando lezioni e concerti di beneficenza
Nel 1922, fu candidata alla Legione d’Onore, ma fu respinta ancora una volta per le sue credenze religiose. Henriette cominciò a partecipare a trasmissioni radiofoniche e registrò nel 1926 per Columbia e Odéon.
Negli anni ‘30 la musicista ebbe anche l’impatto con i mezzi di registrazione discografica.
Si trattò di un’esperienza breve e poco felice, non esistendo all’epoca le tecniche sofisticate di oggi, per cui fu costretta ad incidere in condizioni tali da non avere la possibilità di ripetere o modificare alcunché, alterando anche la velocità di alcuni brani, per rispettare le esigenze legate alla durata del disco a 78 giri.
Nonostante il crescente successo delle sue registrazioni, Henriette rifiutò di firmare nuovi contratti. Nel 1937, cominciò a lamentarsi della fatica e degli sforzi eccessivi, la malattia la costrinse anche a rinviare e ad annullare concerti.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Henriette Renié ha codificato un metodo per arpa che è ampiamente utilizzato, che divenne il suo obiettivo principale durante la guerra. In due volumi, è uno studio approfondito sulla tecnica arpistica e musicale. Essa è stata adottata da arpisti internazionali.

Renié si decise a scrivere questo metodo dopo le innumerevoli insistenze che le vennero da allievi provenienti da tutte le parti del mondo e in modo particolare dall’editore Alphonse Leduc.
Nel 1940, quando cominciò a redigere il suo metodo, aveva 65 anni e vantava quindi una grandissima esperienza d’insegnamento. Lei stessa disse che in 50 anni di carriera molte furono le cose che aveva imparato dai metodi francesi, da quelli stranieri e dagli allievi che provenivano da tutte le parti del mondo.

Le continue polmoniti, gravi malattie come nevriti e bronchiti portarono Henriette Reniè ad una forma di disabilità.
Dopo aver rifiutato di prendere il posto di Tournier al Conservatorio di Parigi le fu riconosciuta la Legion d’onore.
Morì un anno dopo nel marzo del 1956.

Il successore di Erard, costruttore di strumenti musicali, ha creato un’arpa di modello “Renié”, e l’Istituto francese ha istituito l'”Henriette Renié Premio” per la composizione musicale per Arpa”.
Le composizioni di Henriette Renié sono dedicate quasi tutte al proprio strumento; tra le sue opere principali, oltre alla citata Légende, si ricordano la Danse des Lutins, nato dopo aver letto alcuni versi di Walter Scott, e il Trio per violino, violoncello e arpa. Contemplation, scritta nel 1898 in occasione dell’inaugurazione di una cappella del castello di Cotenson, e Pièce Symphonique, composto nel 1913 in memoria di un cugino a lei molto caro, esprimono con grande intensità il suo profondo senso religioso.

La conclusiva Ballade fantastique del 1913 attinge anch’essa alla letteratura, prendendo come riferimento il racconto macabro “Cuore rivelatore” di Edgar Allan Poe.

Ascolto:

Henriette Reniè è stata una donna profondamente religiosa, che ha vissuto in povertà per gran parte della sua vita, ma che era indipendente e di successo in un momento in cui la fama era socialmente inaccettabile per le donne.
Un’autrice, che visse sempre in modo austero, sostenuta da una smisurata passione per l’arpa e da una grande fede in Dio.
La sua fu una doppia emancipazione in quanto una delle più importanti arpiste e una compositrice di tutti i tempi.

Ancora oggi che il numero degli arpisti è notevolmente cresciuto, rimane uno strumento poco ascoltato e relegato il più delle volte in un immaginario stereotipato e misterioso. Questo non favorisce la diffusione a livello di pubblico, naturalmente, e non aiuta gli arpisti ad avere tra loro scambi di idee fertili per la loro crescita musicale e arpistica.

“L’arpa è per la musica ciò che la musica è per la vita.” Carlos Salzedo

 

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