“Uomini accanto” di Luana Natalizi

“Uomini accanto” di Luana Natalizi

Uomini accanto

“Uomini accanto” di Luana Natalizi

Contest Lettere al Femminile

Lettere al Femminile

Così strano tu, di poche parole, ma sempre giuste e inaspettate, nude, sbozzate. Tipo quei primi utensili in selce, in cui la bellezza risiede nell’efficacia, nella solidità, nei pochi tratti. Se li guardi non è che hanno niente di decorato, sono perfetti così. Ecco! Non hai orpelli, eppure non c’è nulla di grezzo nei tuoi gesti, nulla di casuale, c’è la semplicità di una sapienza venuta piano, faticata. Non ti vedo il fondo, né degli occhi, né dell’anima e dire che, a fasi alterne della vita, negli occhi ti ho guardato. Da ragazzina, da giovane donna, e adesso un po’ più grande. Ti sono stata tra i piedi tante volte, ma si vede che prima di prendermi in carico dovevi diventare bravo.

Ecco, scoppi a ridere! Siamo troppo lontani, ma lo posso quasi sentire. Ogni tanto scoppi a ridere. Ogni tanto ti sconcentro, ma poco, perché a te la racconto molto meno che agli altri. Io ci provo pure, ma tu vai per la strada tua e alla fine mi dici le cose che mi devi dire. Te le prepari prima. Io arrivo, tu aspetti e mi lasci due tre semi nel cuore. Non so che piante sono, non so se cresceranno, so che tu le innaffi di pensieri.

Ci sono dei modi di essere accanto che sono fatti di centinaia di chilometri di distanza, appuntamenti proposti e mancati, mesi di silenzio e quel campanello col mio cuore per cui se mi chiami, quando mi chiami, puoi star certo che avevo un grande bisogno di quell’abbraccio, alla fine.

Resta sulla strada del mio tumulto, con il tuo modo di capire oltre le parole, con il tuo sorriso, con la dolcezza della voce, con certi silenzi e il bene.

 

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