The Mountain: l’ultimo canto di libertà di Marco Mondelli

The Mountain: l’ultimo canto di libertà di Marco Mondelli

The Mountain: l’ultimo canto di libertà di Marco Mondelli

di Gianna Ferro

mountain

Il suo nuovo videoclip musicale di Marco Mondelli, dal titolo The Mountain, vede protagoniste, appunto, le Cascate che si trovano oltre il paese di Barbiano.

“Là in basso, la cascata, di mille pieghe screziata,
brilla, come nell’ombra un mantello di raso.”
Victor Hugo

Le mille pieghe screziate, come recita Victor Hugo, sono quelle delle Cascate di Barbiano che fanno da sfondo alle parole e alla musica del cantautore Marco Mondelli.

Il suo nuovo videoclip musicale dal titolo The Mountain, uscito il 17 Dicembre 2020, ci porta nelle Cascate che si trovano oltre il paese di Barbiano sopra Ponte Gardena, in Valle Isarco, tra le meravigliose montagne del Trentino fino a raggiungere le rovine del Castel Federer, nella Bassa Atesina.

The Mountain è la testimonianza che in un periodo di difficoltà, di stasi, di disagio in cui si trovava, e ancora versa, il nostro Paese, la musica non si è fermata e darà sempre voce a chi, come Marco Mondelli, ha saputo esprime appieno quello che ognuno di noi avrebbe voluto Urlare, come dice nella sua canzone: voglia di libertà, voglia di ritrovarsi, respirando la propria anima.
Il cantautore ha sempre parlato, nelle sue canzoni, di problematiche attuali, trattandole con sensibilità ed attenzione, come solo il canto può fare.

The Mountain

Il fragore dell’acqua fresca e pungente, che si schianta al suolo sulle rocce, non va in conflitto con la voce calda e profonda di Marco Mondelli, arricchita magistralmente dalle risonanze e dai cromatismi della chitarra di Francesco Montanile.

Le loro chitarre si amalgamano, formando un connubio musicale in cui generi diversi si muovono sulle note dello stesso pentagramma, dall’inizio alla fine di The Mountain.
Due amici, due artisti, Marco e Francesco, che grazie alla passione per la musica, e perchè no, per la natura, si sono incontrati, costruendo insieme un percorso artistico di grande spessore.

Culturalfemminile ha incontrato Marco Mondelli.

 Marco ci parli un po’ di te e della tua storia musicale?

Sono nato a Salerno il 17/12/84 ed ho iniziato a cantare e suonare la chitarra all’età di 15 anni dapprima da autodidatta, poi studiando presso la scuola di musica “Tribal Groove” di Battipaglia dal 2008 al 2010 e successivamente dal Vocal Cotch Marco Colella (decennale corista di Mino Reitano) nel 2011 a San Giorgio del Sannio nel beneventano.
Contemporaneamente agli studi musicali, ho partecipato a diversi master discografici e ho partecipato a diversi concorsi canori nazionali, tra i quali il Festival Canoro di Giffoni, Premio Mia Martini, Festival di Paestum, Videolive festival e fra i tanti, in occasione del Dancing and Singing 2010, tenutosi al teatro augusteo di Salerno, sono stato premiato da Rossana Casale e Lena Biolcati, quale vincitore del concorso e miglior brano inedito “Sei Come allora” (brano contro la droga che si può ascoltare sul mio canale youtube).

Dopo diverse esperienze con le band del salernitano, mi sono trasferito ad Avellino, dove ho militato in una cover band locale dei red hot chili peppers, suonando nei locali dell’ rpinia fino al 2011.
Nel 2012 presso la B&D Records di Battipaglia, ho prodotto il mio primo album dal titolo “Scorre questa Vita” con 9 brani da me composti entrati in rotazione radiofonica nel circuito “Ear one” e le “100 Radio più belle d’italia” firmando con l’etichetta discografica “Hydra Music” di Roma; alla realizzazione dell’album hanno collaborato professionisti tra i quali Marco Colella, Carlo Fimiani, già chitarrista per Mango e Gino Paoli, Max Vangone batterista per diversi artisti, tra i quali Jenny B.

Al Master finale del disco, effettuato a Los Angeles, ha lavorato l’ingegnere del suono di fama mondiale Bob Katz al quale in passato sono stati riconosciuti 3 Grammy Awards per miglior album.

Dal 2012 trasferitomi a Bolzano, mi sono integrato nella scena musicale altoatesina suonando dapprima con alcune band del posto, per poi proseguire come cantautore con il recente brano Cuori che si Abbracciano e The Mountain, singoli che faranno entrambi parte del mio 2° album di inediti che vedrà luce proprio nel corso di quest’anno.

Cuori che si abbracciano, scritto in quarantena, è una canzone di speranza e voglia di ricominciare; in The Mountain, invece, c’è un’esplosione di libertà quasi tangibile: è nato in conseguenza a quella che è stata la tua esperienza in solitudine?

Con The Mountain ho voluto appunto descrivere l’importanza di allontanarsi dalla frenesia di tutti i giorni, come se perdersi nella natura, potesse servire in qualche modo per ritrovare se stessi, lontano da malvagità umane, instaurando con la Montagna un rapporto intimo con il quale ascoltare in silenzio i propri pensieri, per poi (citando il ritornello) liberarcene urlando, buttando fuori tutte le nostre domande immersi nella meraviglia che ci circonda.

Certo, relativamente a questo delicato periodo storico che stiamo vivendo, la voglia di ritrovare questa libertà è tanta e mi auguro presto che tutto possa tornare alla normalità.

Le immagini sicuramente sono un valore aggiunto alla tua musica. La scelta di quelle montagne è stata casuale?

Per il videoclip insieme al videomaker Juri Verani e Francesco Montanile (grandissimo amico e compagno di viaggio in questa avventura musicale) abbiamo concordato come location le Cascate di Barbiano, in quanto incarnavano perfettamente la nostra idea di natura, libertà e solitudine, con diverse caratteristiche che volevamo includere come il folto bosco e la cascata, per poi spostarci successivamente alle rovine di Castel Feder sfruttandone gli spazi ampi e la veduta su tutta la valle.

In questo brano ti avvali della magistrale interpretazione di Francesco Montanile: due generi diversi i vostri. Ci parli di questa collaborazione?

Ho conosciuto Francesco Montanile circa 7 anni fa ascoltando la band degli Skarn, della quale è chitarrista e ne sono rimasto subito affascinato; poi probabilmente complici le origini campane di entrambi, la comune passione per la musica e un sentito rispetto reciproco, ci siamo avvicinati molto anche con le rispettive famiglie, mogli e figli, instaurando un magnificorapporto.

Quasi per gioco, una sera che eravamo a cena, a Francesco è venuta l’idea di fare un brano insieme, io gli ho chiesto: “Su cosa?” e lui, con le idee molto chiare ha risposto: “Sulla montagna!”

In realtà non aspettavo altro, il giorno seguente gli ho inviato la demo con testo e musica, una sorta di bozza in bianco e nero che lui ha saputo colorare nel migliore dei modi con i suoi fraseggi di chitarra, integrandosi perfettamente con il mio genere pop rock.

 

 C’è un progetto alla base di tutto ciò?

Sia io che Francesco Montanile abbiamo svariati progetti musicali individuali per il futuro, lui sta completando il 2°album di colonne sonore, nonchè un nuovo album con la band degli Skarn, ed io sto completando il 2°album di inediti autoprodotto, ma aldilà dei nostri singoli percorsi mi auguro presto di collaborare nuovamente con lui, soprattutto suonando dal vivo, cosa che in questo periodo manca ad entrambi molto.

 Dopo quest’ultimo originale lavoro, quali sono i tuoi programmi futuri?

Come cantautore cerco di raccontare la realtà che mi circonda, dopotutto l’arte in genere serve proprio a trasmettere agli altri le emozioni che abbiamo dentro.
Nel 1°album “Scorre questa vita”(2012), registrato in studio, avevo trattato il tema della droga, dell’amore, le aspettative di vita in un bambino che sta per nascere, la smania di protagonismo del trash odierno, la fine di una storia d’amore, la corruzione, lo scorrere del tempo e la lontananza.

La sostanziale differenza del mio 2° album, che uscirà proprio quest’anno, è che stavolta non mi sono avvalso di professionisti, turnisti, ingegneri in studi di registrazione, ma il tutto, come è stato per il singolo The Mountain, suonato, registrato e mixato semplicemente in casa, con da un lato una qualità audio probabilmente inferiore, ma dall’altro un risultato più genuino, reale, senza trucchi o correzioni di Autotune, trattando temi attuali come la voglia di tornare ad abbracciarci, di libertà, l’amore per un figlio, una coppia che torna insieme dopo tanto tempo, la storia di due anziani che ripensano agli anni andati, lasciandosi indietro con orgoglio tutti gli ostacoli superati che è quello che mi auguro faremo nel corso di questo 2021 tutti noi.
Ringrazio Marco Mondelli e spero che la sua musica le “corde” giuste facendo vibrare l’anima di chi ascolta le sue meravigliose canzoni.

The Mountain
Testo, voce, chitarre ritmiche e tastiere: Marco Mondelli
Arrangiamento Chitarre soliste e Basso Elettrico: Francesco Montanile
Riprese Cascate di Barbiano:Juri Verani
Riprese Castel Feder: Marco Mondelli e Francesco Montanile
Montaggio: Marco Mondell

 

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