Confettis – di Cristina Basile

Confettis – di Cristina Basile

confettis

Confettis – di Cristina Basile

recensione di Federica Ziarelli

confettis

 

Confettis è una silloge poetica di Cristina Basile edita da Santelli Editore nel 2019.

Scappare dalla realtà con le sue oppressioni, i suoi stagni di buio, le luci spente al minimo soffio, è stata da sempre una mia attitudine profonda per la quale già dalle scuole elementari, mi fu affibbiato il soprannome di Alice in chiaro riferimento alla ragazzina sognante di Lewis Carroll nel suo Paese delle Meraviglie e qui, all’interno di Confettis, silloge poetica di Cristina Basile, ho potuto rintracciare non soltanto elementi di quel libro da me tanto amato ma anche echi della fiaba de “Il principe schiaccianoci” di E. T. A. Hoffmann.

Il titolo intanto ha notevolmente favorito il ricordo tramite l’associazione con la rosa Fata Confetto, che vive in un luogo traboccante di dolci di ogni tipo: caramelle, pasticcini, grandi torte, zuccherini, ma anche il cromatismo delicato, gioioso, gradevolmente naïf, che dipinge il quadro poetico.

Confettis ha nella pronuncia una doppia valenza, infatti se in italiano indica la mandorla glassata presente nelle bomboniere matrimoniali, in francese ha il significato di “coriandoli”; in entrambi i casi, le immagini che sopravvengono, riconducono a momenti festosi della vita, a sorrisi, quasi a mondi paralleli, rasserenati dai giochi infantili, da un lucore incantato:

“oggi si prese la briga di rimanere estate

accettare il mento sfuggente del cielo, le ore sincope

e nel giro di un attimo mi

ritrovai ricoperta di giugno.”

Le poesie di Basile seppure fortemente coscienti della verità del dolore, della perdita e permeate di frequente da un senso di tristezza, di insoddisfazione, di precarietà, non mancano mai di lasciarsi lambire e rinfrescare da carezze luminose, da tocchi di magia colorata:

“il mio centro è pieno di serpenti – sentimenti

giocanti con vene, funi di verdura e sedie antiche

impagliate con storie e denti, caduti sotto i colpi di grandi risate.”

Sorprendente la forza visionaria che l’autrice ci dona; i suoi versi ricchi di metafore, talvolta ossimorici, consentono l’allontanamento dalla norma, da ciò che muore sotto i colpi della noia, e lo fanno tramite il viaggio onirico talvolta allucinato, che ci conduce fuori dalle strette gabbie del naturale percepire, oltrepassando muri, aprendo porte, rivelando giardini:

“di mio avrei dato la grazia e la pazienza dei soldati nordici

la reattività di una mela lanciata nel vuoto

dal castello della famiglia reale, sorpresa di vedere da quell’altura

finalmente passare la vita.”

La Basile avvalendosi di un ritmo vocale torrenziale, in rapido fluire, trascina con esso immagini fiorite, scoppi di fuochi artificiali, inaspettati accadimenti, piccoli grandi miracoli:

“la penna prese fuoco e un amore fradicio d’acqua piovana venne a cercarmi

e per quanto fosse grande la mia stanchezza e l’umore di pozzanghera

tenni una gran voglia di fare cose, disegnare, rasserenarmi.”

 

La sua poesia come le sue illustrazioni (Cristina disegna a meraviglia!) hanno l’ardire di un cavaliere, che non teme di affrontare battaglie contro il malcontento, le inutili barriere erette dal “pensiero adulto” piuttosto va, col sorriso fiducioso di un bambino sapendo che spesso il mezzo più efficace per contrastare il grigiore esistenziale, è una semplice girandola di carta multicolore.

Nico

Mi mancano le nostre tragedie e le mie crisi da soggiorno.
I nostri percorsi elementari
fuori dalla religione e i suoi patemi.

Le spese di vita fatte in fondo al mare
con te ci andrei tutti i giorni a comprare il pane.

Incontrati per caso
nel film che gli occhi perseguitava con giardini a entrate segrete
Nico, cambio dal male al bene come si cambierebbe divano una sera d'agosto
mentre non vorrei fare altro che ridacchiare con te oggi.
Starmene seduta nei panni del bosco.

Link d’acquisto

https://www.lafeltrinelli.it/libri/cristina-basile/confettis/9788831255202?channel=desktop

Sinossi

 

Confettis è una raccolta di poesie, suggerita dallo zucchero a velo dei dolci vicino cui mi trovo spesso a scrivere e che si propone di trasmetterne gli effluvi al lettore.

Questa parola almeno alla pronuncia ha una doppia valenza: in italiano è il celebre bon bon che accompagna i più lieti eventi, mentre in francese vuole dire «coriandoli».

In entrambi i casi le immagini evocate vanno perfettamente nel senso di questi scritti che, per quanto a tratti bui, isterici o contemplativi, nascondono sempre, da qualche parte nel rigo, la visione dolce, luminosa e colorata delle cose.

Titolo: Confettis
Autore: Cristina Basile
Edizione: Santelli, 2019

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

tre + tre =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.