Io e Nicola

Io e Nicola

Ma te lo ricordi, Nicola, quando ci siamo sposati? Mamma mia quanto tempo! Sembra siano passati secoli, ma forse sono proprio passati secoli, non saprei.
Ormai sono vecchia, talmente vecchia che non mi ricordo quasi più di quel tempo felice. Ti ricordi di quando partivamo con entusiasmo e slancio giovanile? Il nostro lavoro era meraviglioso, tutti ci ammiravano, ci rispettavano, e noi volavamo da una parte all’altra del mondo, era così bello!
E invece ora… Ora è diventato tutto così complicato! E la concorrenza poi, non parliamone, perché mi arrabbio e poi mi si stacca la dentiera e pure ho finito il Polident!
Amavo partire dal nostro paese addobbato a festa, con le strade e le foreste ricoperte da un candido manto di neve – perché una volta si che nevicava, e faceva pure un freddo cane, ora neanche più quello…
Facevamo il nostro solito lungo viaggio di fine anno, che si concludeva sempre nel Sud del Mondo, su una calda spiaggia con una caipirinha in mano, a scaldarci le ossa per scacciare il freddo cane di casa nostra.
Certo, la spiaggia era sempre dopo aver fatto il nostro dovere, s’intende! Perché io e te, Nicola, siamo sempre stati dei grandissimi lavoratori e lo siamo ancora oggi, a modo nostro.
E invece ora… Ora è diventato tutto così complicato! E la concorrenza poi, io davvero non la sopporto, sono sleali e scorretti, ma non mi voglio arrabbiare che non è periodo, ho appena fatto la cataratta e devo stare tranquilla. Ormai sono vecchia, talmente vecchia che non mi ricordo quasi più di quel tempo felice.
Guardo la pelle trasparente delle mie mani incartapecorite e poi mi guardo allo specchio. Tutti, te compreso, Nicola, ormai vedete in me solo questa brutta vecchia che anch’io vedo riflessa. Ma non sono sempre stata vecchia e neanche brutta! Da giovane ero bella, fresca come una rosa, con la pelle liscia e profumata. Sembra siano passati secoli, ma forse sono proprio passati secoli, non saprei.
Nicola, io quest’anno non ho proprio voglia di lavorare, mi sono stancata! Stan-ca-ta! Ho i reumatismi e la sciatica, sarà che ho sempre lavorato sedendo in modo scomposto, o forse perché ormai sono vecchia, talmente vecchia che non mi ricordo quasi più di quel tempo felice.
Io dico che ce ne andiamo in pensione, Nicola, lasciamo questo paesino sperduto che sembra siano passati secoli, ma forse sono proprio passati secoli, da quando ci siamo venuti ad abitare.
Basta, davvero, per fine anno me ne starò a casa, anche se vuol dire rinunciare alla caipirinha in spiaggia, che qui non fa più il freddo cane di una volta, e poi pure le renne si lamentano che sono stanche. Tanto c’è la concorrenza, quei disgraziati di Amazon – maledetti! -, a consegnare i regali e i dolcetti a tutti i bimbi del mondo.
In fondo che cosa ci stiamo ancora a fare io e te, Nicola, se nessuno, o quasi, crede più alla Befana e a Santa Klaus?

 

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